You failed us for the last time George!

Io amo la Disney. I migliori ricordi cinematografici della mia infanzia li devo alla casa di Topolino. Oddio a ben pensarci anche i peggiori, diciamo che Simba che con la zampina scuote il caro estinto Mufasa e la fucilata alla mamma di Bambi sono ancora cose che mi tolgono il sonno e mi fanno cercare kleneex e cioccolata, ma vabbè. La Disney è una macchina da guerra: ha acquisito  Pixar e Marvel, possiede pellicole di alta qualità ed ha, cosa molto spesso sottovalutata, uno dei migliori uffici stampa del pianeta, per creatività, affidabilità e svizzera precisione.

Detto ciò, Disney, io non ce l’ho con te, gli affari sono affari e amici come prima.

George Lucas.

Uno che dopo American Graffiti ha campato di rendita per secoli grazie a Star Wars, una delle mie (e di miliardi di esseri umani) saghe cinematografiche preferite, ha ben pensato di fare lentamente a pezzi la cosa che lo ha reso miliardario.

George, te ne abbiamo perdonate tante. Star Wars era perfetto così: la redenzione del simpatico Darth, Luke, Leila e Han felici e contenti, Obi wan che ogni tanto spunta a fare ciao con la manina in stile Casper e così via. Eh no. Lucas ha deciso di raccontare le vicende pregresse alle avventure del giovane Luke, ovvero la genesi di Darth Vader. Tremolii tra i fan, ma che fai, non dai fiducia all’autore di cotanto capolavoro? Tutto bene almeno finché non iniziano le fasi di casting. Con un colpo da vero maestro Lucas si aggiudica Hayden Christensen, Natalie Portman, Ewan McGregor, Liam Neeson e Papa Ratzinger. Un disastro: la Portman recita con lo stesso entusiasmo di Giuliano Ferrara al primo giorno di dieta, Christensen ha l’espressività di una pagina 404 (Cit.) e gli unici salvabili sono McGregor (che però trascorrerà gli anni successivi a dire che rottura di palle sia stato recitare da solo davanti ad un green screen) e Liam Neeson che però passa a miglior vita alla fine del primo film.

Sarebbe bastato questo ad inimicarsi i fan per tutta la vita, ma gli amanti di Star Wars hanno buon cuore. Imperterrito Lucas modifica fotogrammi della prima trilogia nelle edizioni in dvd, taglia  e rimette scene, da vita ad una serie di spin off inutili (per noi, molto meno per il suo conto  corrente) e annuncia a più riprese il ritiro dalle scene, offeso dalle continue minacce di morte dei fan più accaniti.

Ieri, il colpo di grazia: il volpone vende per 4 miliardi di dollari tutta la LucasFilm e ciò che ne deriva alla Disney. Compresi si intende, i diritti su Star Wars ed Indiana Jones. Questo significa che nel 2015 vedremo Guerre stellari episodio 7.  La motivazione, il desiderio di dedicarsi a piccoli film indipendenti e lasciare che la saga venga tramandata alle altre generazioni. Quella ufficiale. L’ufficiosa è che avendo sfruttato lo sfruttabile e avendo evidentemente la passione per il poker, Lucas si sia deciso a raccattare gli ultimi spiccioli e lasciare una tale pietra miliare nelle mani di Damon Lindelof e JJ Abrams. Embè non sei contenta? Mi chiedevano giusto stamattina. Bè, pur amando Abrams e riconoscendone la genialità so anche che è lo stesso che prima avvia un progetto e poi lo lascia in mano ad altri e io non dimentico i sei anni trascorsi dietro a Lost, per poi scoprire che tutto il  mistero *spoiler alert*, ruotava attorno ad una lampada – tombino e ad un tizio che credeva di essere il Messia.

Dovrò applicare la stessa tattica de Il cavaliere oscuro – il ritorno, che fingerò di non aver mai visto. Star wars per me si chiude con Il ritorno dello Jedi.

Bella Svuòn vi spiezza in due

Dopo quattro o cinque anni di agonia la fine è vicina. Non quella del mondo, ma della saga di Twilight, causa della moda dilagante a tema vampiresco, che ha completamente ridicolizzato la figura delle creature della notte sostituendo il mefitico Lestat con dei tizi che sbrilluccicano al sole e mangiano coniglietti. Gli amanti del trash come me, e gli addetti ai lavori, accolgono il rilascio sul web di clip dal film con grande giubilo, consapevoli che tanto prima o poi dovranno sorbirsi anche la visione integrale della pellicola. Quindi tanto vale iniziare a riderne da subito.

Questa featurette non mi ha regalato la stessa gioia di quella di Breaking Dawn parte I, nella quale la protagonista Bella, decideva di depilarsi le gambe poco prima di raggiungere l’amato vampirello per la prima notte di nozze. Da lì nacque la domanda che ancor oggi tormenta l’intero fandom della saga: Bella Svuòn ha presenziato alla cerimonia nuziale senza essersi fatta la ceretta? Ma andiamo oltre.

Nel contenuto speciale di oggi, dal suggestivo titolo ‘Strongest’ la nostra eroina *spoiler alert-spoiler alert*, nota per lo sguardo vispo, decide di sfidare a braccio di ferro il cognatone Emmett, uno che più che i coniglietti deve essersi mangiato Jill Cooper, per dimostrargli che adesso è lei il vampiro più forte di casa Cullen! In tutto ciò l’allegro Edward e la sua chioma scolpita col grasso di balena stanno a guardare. Come al solito.

Enjoy

Bertolucci incontra Ammaniti


Vado subito off topic rispetto alla mia premessa di riportare qui argomenti su cinema e tv in chiave ironica, per regalarvi subito una canonica (più o meno) recensione.

Il fatto è che normalmente quando sono sul mio posto di lavoro ‘ufficiale’ questo mi è precluso (diciamo che in alcuni casi sono anche che io che mi auto impongo il veto), per tutta una serie di ragioni molto noiose che non sto qui a raccontarvi. Ebbene poterlo fare adesso nel mio blog, senza barriere ed imposizioni, mi genera lo stesso tipo di eccitazione di quando ero piccola e speravo di trovare un pony sotto l’albero di Natale. Quindi.

 Bernardo Bertolucci torna al cinema nove anni dopo The Dreamers e lo sapete. Questo è il film della sua rinascita dopo il difficile processo di accettazione della sua paralisi, e lo sapete. Questo film è l’adattamento del romanzo omonimo di Niccolò Ammaniti, che ha fortemente voluto il Maestro in regia e magari sapevate già anche questo.

Quello che non potete ancora sapere, in quanto Io e te arriva in sala domani, è che questa pellicola può a mio personale parere andarsi a collocare in quell’Olimpo chiamato ‘adattamento cinematografico di romanzi perfettamente riuscito’, dove ad oggi risiedono solo Shining, Carrie lo sguardo di Satana e i primi 40 minuti di Harry Potter e la pietra filosofale.

 

Lorenzo ha quattordici anni e benché sveglio ed intelligente, ha seri problemi ad integrarsi con i suoi coetanei. La mamma lo sa bene e per questo lo manda da diverso tempo da uno psicologo. Così per non deludere le aspettative della donna, Lorenzo mette in piedi un piano perfetto: finge di andare in settimana bianca con i compagni di scuola. In realtà con i soldi per la montagna allestisce un piccolo appartamento nella cantina del suo palazzo, dove armato di libri, computer e cibo ha intenzione di trascorrere l’intera settimana. Tutto sembra procedere per il meglio fino a quando alla ricerca di vecchi gioielli non piomba nella cantina Olivia, la sorellastra catanese che non vede da tempo, per niente intenzionata ad andarsene…

 

Nel momento in cui si decide di adattare per il cinema un romanzo, le difficoltà sono molte, soprattutto quando si tratta di qualcosa di molto amato dal pubblico: dialoghi, scenografie, passaggi all’interno della trama che possono sembrare insignificanti, sono in realtà oggetto di attenta e minuziosa osservazione da parte del lettore/spettatore. Potrei raccontarvi dello scempio compiuto sulla saga di Bridget Jones o dello spirito da cinepanettone con cui sono andata a vedere gli ultimi terribili Harry Potter.

Non è il caso di Io e te, grazie soprattutto all’incredibile colpo da maestro di Bertolucci: il casting. I semi – sconosciuti Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco, SONO Lorenzo ed Olivia e non me ne vorrà Ammaniti se dico che l’Olivia del film è migliore e di più facile empatia di quanto non fosse nel romanzo. Questo è ovviamente il grande punto di forza di tutto la pellicola.  Ambientarla al 90% in una cantina semibuia è rischioso, lo è di meno se hai due interpreti che ‘acchiappano’ storia e personaggio a tal punto da oscurare tutto il resto, a tal punto da non farti mai guardare l’orologio, a tal punto da lasciarti un magone infinito mentre scorrono i titoli di coda.

 In quest’ottica l’aver cambiato il finale del libro da parte del regista non è così fastidioso e lo dico da lettrice e fan di Ammaniti. Credetemi, ho ed avete sicuramente visto cose ben più imperdonabili. A scongiurare l’effetto claustrofobia è la bellissima fotografia di Fabio Cianchetti, uno che di luci e colori se ne intende e che ci mostra il ‘palcoscenico’ nel quale si muovono i nostri protagonisti in maniere ed angolazioni sempre nuove. Infine la colonna sonora: The Cure, Red Hot Chili Peppers, David Bowie.

Il resto è il tocco da maestro di Bernardo, guardi i primi cinque minuti e dici: è lui, è tornato. Io e te è un piccolo capolavoro bonsai, un film intimo e poetico, che rispolvera tematiche care al regista, che torna tra le altre cose a sottolineare la sua passione per gli spazi chiusi (The Dreamers, L’assedio, Ultimo tango a Parigi). Io e te è l’incontro di due ’ ragazzi soli’, come sottolineano le strofe della canzone di David Bowie che lo accompagna, che cercano di crescere in un mondo di adulti distratti. Bertolucci è un giovanotto di 71 anni capace di empatizzare con i giovani come pochi sanno fare. Esser stato lontano dalla macchina da presa per tanti anni, trascorsi ad elaborare il suo lutto personale non l’ha cambiato, anzi lo ha reso più generoso, con il suo pubblico, nel lavoro sul set e nel contatto diretto. L’incontro con lui dal vivo è una delle cose che ricorderò sicuramente con più affetto negli anni a venire.

Il buon cinema in Italia è ancora possibile. Basta crederci.

Aprile 2013 è ancora troppo lontano

Ce l’hanno fatta. Dopo mesi finalmente arriva fresco fresco di doppiaggio italiano il teaser trailer del cinecomic più coatto di sempre, Iron Man 3. In Italia la Marvel è molto amata ed il pubblico premia costantemente i suoi film al botteghino, motivo per cui la release è fissata per Aprile 2013, quindi un mesetto prima di quanto accadrà in Usa. Questo teaser è meno tamarro dei soliti cui siamo stati abituati negli anni, ma sembra avere come sottotesto una perculata dei Batman di Nolan. Robert Downey jr è meraviglioso come sempre, è fuor di dubbio che il ruolo dello strafottente Tony Stark lo diverta e poi..credo che Gwyneth Paltrow non abbia più azzeccato un ruolo che le stia bene così dai tempi di Sliding Doors (o dalla testa mozzata di Seven). Attenzione al nuovo big bad…Mandarino (non me ne vogliano i fan del fumetto, ma seriamente il nome Mandarino dovrebbe incutere timore?), interpretato da Ben Kingsley, praticamente un Ra’s Al Ghul con il Kajal. Buona visione e nel frattempo se ancora non lo avete fatto recuperate The Avengers, che farà sicuramente da filo conduttore a questo terzo capitolo.

http://youtu.be/GgDDXXeYJeI

Sedici noni perché…

Non aspettatevi serie discussioni sui massimi sistemi, intellettualità che gronda da ogni virgola. Sedici noni ha una genesi molto lineare, la semplice passione per la scrittura unita a quella per il cinema e serie tv. Decidere di farne un lavoro è stato il primo passo, provare a raccontare gli alti e bassi che ne derivano è la scelta naturale che ne consegue.  Regola fondamentale: non prendersi mai, mai troppo sul serio.