Quentin Tarantino: ‘sto scrivendo un altro western’

Deve averci decisamente preso gusto nel dirigere spaghetti western: chiunque conosca un pochino la biografia di Quentin Tarantino sa quanto il regista ami questo genere. Lo scorso anno ha coronato il suo sogno, portando in sala Django Unchained, dichiarazione d’amore appassionata ai film di Sergio Corbucci e Sergio Leone e a tutto quel filone che tanto successo ha portato al cinema nostrano.

Ospite del programma tv di Jay Leno, Quentinone nazionale ha dichiarato di star lavorando ad una nuova sceneggiatura: fin qui nulla di strano, Tarantino sta sempre lavorando ad una nuova sceneggiatura, credo non faccia altro dalla mattina alla sera.

A quanto pare però si tratterebbe di un nuovo western, ma non un sequel di Django, se è questo che state pensando.

“Mi sono talmente divertito nel fare Django – ha dichiarato Tarantino – e amo talmente tanto i western, che una volta messomi alla prova ho detto ‘Ok, lasciatemene fare un altro ora che so cosa sto facendo’”.

Naturalmente non ha fornito ulteriori dettagli in merito, quindi non è dato sapere dove, come e quando potremo vedere questa nuova pellicola, anche perché basandoci sempre sulle sue dichiarazioni, in ordine di tempo dovrebbero arrivare prima il terzo film della trilogia iniziata con Bastardi senza gloria e poi il tanto atteso e pluriannunciato sequel di Kill Bill (per quanto ami Quentin, questo non credo lo vedremo mai eh).

Per quel che mi riguarda una notizia del genere non può che mandarmi in fibrillazione: amo così tanto Tarantino, che il solo sapere che ‘sta scrivendo’, mi rende felice, che sia l’adattamento di un romanzo di Moccia, una giornata all’Eurospin o una puntata di Centovetrine…chissenefrega!

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‘American Hustle’, ovvero come David O.Russell prova a farsi candidare ai prossimi Oscar

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Avrebbe dovuto chiamarsi American Bullshit, questo nuovo lungometraggio di David O.Russell, bravo regista e sceneggiatore americano.

Ad oggi O.Russell non ne ha effettivamente sbagliata una: noi ce lo ricordiamo per il bel The Fighter, e per il più recente Il lato positivo, che ha regalato un bell’Oscar alla sua attrice protagonista, Jennifer Lawrence.

Esce in sala per Sony Pictures il 1 Gennaio (in Italia ovviamente, negli Usa si parla di 13 Dicembre) American Hustle. Qui O.Russell si cimenta con un tema storico, quello della corruzione dilagante negli Stati Uniti verso la fine degli anni Settanta. Al centro della scena il progetto Abscam, indagine affidata all’FBI: l’obiettivo è quello di individuare i membri corrotti all’interno del governo americano. Per far questo, l’agente Ritchie Di Maso, assolda l’esperto truffatore Irving Rosenfeld e la sua amante Sidney Prosser. Naturalmente non tutto andrà come previsto, complice anche la presenza della legittima consorte di Rosenfeld, e dell’ambiguo sindaco di Camden, Carmine Polito.

Ora, posto che non mi fiderò mai più in vita mia di un trailer per emettere un giudizio positivo (chi ha detto Man of steel?), effettivamente il filmato fa ben sperare. Le carte in regola per una pellicola accettabile ed eventualmente candidabile all’Oscar, ci sono: la sceneggiatura, scritta da tale Eric Warren Singer, è stata inserita nella Black List (l’elenco delle sceneggiature migliori mai prodotte in un anno) del 2010 e poi, naturalmente, il cast: Bradley Cooper che sta dimostrando di essere un attore capace, Amy Adams, notoriamente una che fa il suo, Jeremy Renner, un certo Robert De Niro e Christian Bale e Jennifer Lawrence sui quali al momento scommetterei ad occhi chiusi come attori migliori degli ultimi anni.

Vedremo come reagirà l’Academy a questa pellicola, certo già il fatto che non sia diretta da Clint Eastwood o Quentin Tarantino, e che non abbia nel cast Leonardo Di Caprio è sicuramente un punto a favore nella logica contorta dei seimila scienziati che compongono la giuria.

Di seguito il trailer, a voi il giudizio.

‘Something good this way comes’

Ci è voluto un po’ per spolverare questo piccolo spazio dimenticato in un angoletto buio. Tanta fatica emotiva soprattutto. Sono successe tante cose in questi ultimi mesi, non tutte particolarmente piacevoli. Una cosa rimane però inossidabile ed è sicuramente l’amore per la settima arte e affini.

Avevo pensato di utilizzare quella che è una cosa solo mia per raccontarvi il perché di questo stop, ammesso che possa interessarvi. Poi però mi sono detta: vale tanto la pena sporcare una cosa così bella per regalare popolarità a qualcosa/qualcuno che non lo merita? Decisamente no.

Io non sono così, Sedici Noni non è così, ma è soprattutto il riflesso positivo di una fase della mia vita il posto dove finalmente posso: scrivere quello che mi pare, su chi mi pare (nel limite del legalmente perseguibile) senza dovermi preoccupare di indicizzazioni su google, feed e amenità varie, sponsor malmostosi e professionisti e/o presunti tali con la sindrome della penna rossa.

Perciò, se vi va, rimanete sintonizzati, chissà magari potrebbe anche piacervi ;