I peggiori film del 2013!

Devo confessare che mi diverto molto di più nello stilare questo tipo di classifica rispetto ad una hit parade dei migliori film. Non so, forse è perché ho talmente detestato queste pellicole che interpreto questa cosa come una sorta di risarcimento per i minuti rubati ad una vita intellettualmente più stimolante.

Dunque anche il 2013 non si è risparmiato per quel che riguarda – me lo concederete visto che siamo sul mio blog – i film di merda. Purtroppo a spiccare sono sempre gli italiani, ma devo dire a nostro favore, che è anche perché gli americani sanno ‘confezionare’ meglio certe loro ciofeche (certi lungometraggi di Adam Sandler sono abbastanza da denuncia eh!). Vediamo.

1 Universitari: In principio fu Tre metri sopra il cielo, seguito da Ho voglia di te aka Tre metri sopra il cielo – il ritorno. Poi Federico Moccia decise di passare anche dietro la macchina da presa perché effettivamente non era pago di averci già regalato il simpaticissimo Riccardo Scamarcio. Arrivarono così Amore 14 (e no, anche se dal titolo potrebbe sembrare, non è un pedo porno), Scusa ma ti chiamo amore e Scusa ma ti voglio sposare (sic). Con questo ultimo Universitari ho un rapporto di odio particolar, vista la mia esperienza di inviata sul set quando Moccia stava girando a La Storta. Un incubo di giornata in mezzo al fango con i suoi attori convinti di star facendo Bertolucci e lui che alla domanda ’Vi occuperete anche dell’attuale situazione scolastica italiana’, risponde candido : ’No no, sapete che siamo anche stati contestati alla Sapienza durante le riprese’. Vabè, il film è quanto di più tragico si possa immaginare, e ti fa quasi rimpiangere i due ’Scusa ma che film hai fatto’. Tra l’altro questa scelta di Moccia di dirigersi anche le sceneggiature è molto infelice. Parliamoci chiaro, io trovo tremenda e dannosa l’intera produzione, ma diciamo che se non altro nei due 3msc un qualche guizzo registico era ancora rintracciabile.

2 Pazze di me: Se Moccia è per me la piaga dell’editoria e della settima arte italiana, Fausto Brizzi se continua su questo percorso rischia di rubargli il podio. Mi dispiace dirlo, perché Notte prima degli esami mi era piaciuto e avevo l’impressione che Brizzi potesse essere un fresco e bravo autore di vera commedia all’italiana. Ma ultimamente di cantonate ne prendo parecchie quindi… Vabè il film è la storia di questo ragazzo, ultimo di una stirpe di sole sorelle femmine, più madre gendarme e nonna rincojonita, che prova a portare avanti una relazione senza farsi soffocare dall’ingombrante presenza del suo gineceo personale. Il problema è che la commedia proprio non c’è, Loretta Goggi è ridotta ad una macchietta e poi la cosa più fastidiosa è la dizione. Ora, è chiaro che da un film del genere non ci si aspetti un assenza totale di accenti degna del miglior Gassman senior, ma santo cielo, come può essere minimamente credibile una famiglia dove una sorella parla toscano spinto, un’altra milanese e il povero protagonista un misto tra romano e bolognese? L’altro grande mistero è per me Francesco Mandelli, qui nel tentativo di riciclarsi come giovane Hugh Grant prima maniera: insomma non ha il physique du role, i tempi comici, e l’esperienza attoriale. La pellicola in generale non ti lascia nulla è non prende mai una direzione, un momento è commedia leggera, un altro scivola nel trash spinto da cinepanettone, anche il finale è un grandissimo ’E quindi?’. 

 3 Corpi da reato: Questo per confermare la mia tesi sul fatto che anche gli americani hanno i loro FDM, solo infiocchettati da un trailer montato meglio e musiche più fiche. Il problema è che qui mancava pure questo, perché già dalla prima clip mi misi le  mani nei capelli. Diciamo che io odio Sandra Bullock, e il suo Oscar è per me ancora mistero. Poi c’è Melissa McCarthy. Finché interpretava la dolce cuoca cicciona Sookie in Una mamma per amica, la trovavo adorabile, poi si è inspiegabilmente trasformata nel corrispettivo americano di Massimo Boldi. La pellicola è un tripudio di doppi sensi, gag alla Benny Hill e una trama talmente scema che se volete potete leggere su wikipedia, io non ho la forza di raccontarvela.

4 Fuga di cervelli: Un giovane sfigatello costringe gli amici di sempre (un altro pool di grandi menti), ad andare fino ad Oxford per rintracciare l’inglesina di cui si è innamorato. Paolo Ruffini, che normalmente sarebbe pure un artista rispettabile, decide di passare dietro la macchina da presa pur non essendo assolutamente pronto. Qui però raggiunge la vetta del FDM perché è andato addirittura a pescare una pellicola spagnola dalla quale trarre il remake. Brutto fino all’inverosimile, girato male, montato peggio, è così insulso da essere persino privo della vena pecoreccia di un qualsiasi film con Boldi e De Sica. Tempi comici non pervenuti.

5 Gli amanti passeggeri: Questo lo inserisco con la morte nel cuore perché amo tanto Almodovar. Purtroppo il tentativo di smarcarsi da pellicole più emotivamente pesanti, come La pelle che abito, è un buco nell’acqua, perché il risultato è la versione gay del pilot di Lost. Questo gruppo di passeggeri bloccati su un volo in avaria che si raccontano cose con battute pessime, non è quello che mi aspetto da Pedro. Male, rimandato a Settembre.

6 Quello che so sull’amore: Un brutto periodo per Muccino Senior, palpabile anche dalle interviste alcoliche che ha rilasciato durante la promozione del film, roba da far cadere i capelli a tutto l’ufficio stampa. Una storia veramente dimenticabile, con un ex calciatore che allena la squadra del figlioletto ed è conteso da un gruppo di milf. Banale e di certo non aiutata dal cast. Uma Thurman e compagnia non sono a loro agio con il modo italiano di dirigere di Muccino, sembrano impacciate e col freno a mano tirato per tutto il film. Gerard Butler invece ha proprio detestato farlo e credo che la collaborazione col regista sia una di quelle cose entrambi rimpiangeranno per molto tempo.

7 Aspirante vedovo: Un remake di Dino Risi. Con questa premessa, per quel che mi riguarda, Massimo Venier si è già suicidato. Del film originale si perde tutto e soprattutto i nuovi attori non sono all’altezza. Dopo averlo studiato in varie pellicole e sit com, è tempo di dirlo: Fabio de Luigi interpreta tutto alla stessa maniera, sembra sempre appena uscito dallo spot del detersivo.

8 The bling ring: Sofia Coppola toppa un tema interessante ed è un peccato. La storia di una baby gang ossessionata a tal punto dai personaggi famosi da arrivare a rubare nelle loro case, avrebbe dovuto essere girata in maniera più colorata e rumorosa. Il taglio documentaristico e le espressioni monolitiche dei giovani attori ( compresa, a malincuore, Emma Watson), scatenano solo il tremendo effetto noia mortale.

9 L’uomo d’acciaio: Un anno fa in questa top ten inserii l’ultimo Batman di Nolan, perché da un film di quel calibro mi aspettavo di più. Lo faccio adesso con il nuovo Superman per la stessa motivazione. E’ triste e anche fastidioso vedere un tale sforzo produttivo sprecato in questa maniera. La sceneggiatura fa acqua, Henry Cavill è sì, un grandissimo pezzo di manzo, ma non ha il carisma del supereroe, Amy Adams è fuori parte come non la avevamo mai vista. La sensazione per tutto il film è che il nostro Superman non sappia realmente cosa deve e può fare, mancano scene colorate e coatte, diciamo che Zack Snyder ha provato a scimmiottare i Batman radical chic di Nolan con un risultato da sbadiglio. E pensate che sono stata anche molto dettagliata, per distruggerlo mi sarebbe bastato dirvi che c’è Russell Crowe che appare in forma di ologramma con una tunica che lo fa sembrare la versione gaia di Obi Wan Kenobi.

10) Jobs: Peccato davvero. Peccato perché Ashton Kutcher è stato bravo, ha fatto i compiti e si vede. Il suo Jobs è inquietantemente somigliante all’originale, il problema è tutto nella storia, che si concentra su un periodo ristretto della vita del protagonista, con salti temporali ed eventi non spiegati, che per chi non ha studiato a memoria la sua biografia come me, rimangono incomprensibili. Tremendo l’utilizzo della musica, qui intesa come ’imbeccata allo spettatore’. Immaginate che incubo possa essere vedere ogni scena in cui Jobs sta per avere un’intuizione geniale, accompagnata da un motivetto trionfalistico di sottofondo. E’ come se per tutto il film tu avessi sulle spalle un gufo che ti sussurra all’orecchio: ’Ehi spettatore idiota? Sta per accadere qualcosa di importante hai capito? Hai capito? eh? eh?’.

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