Sag Awards – tutte le nomination!

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Fresche fresche di giornata sono uscite anche le attese nomination per gli Screen Actors Guild Awards, i premi consegnati dal sindacato attori dal lontano 1995.

Benché da sempre i Golden Globes vengono considerati l’anticamera ai premi Oscar, in molti ritengono siano in realtà i Sag a fungere da barometro delle tendenze cinematografiche, e devo dire che negli ultimi tre anni è stato effettivamente così.

A spiccare sono i film più attesi da noi, 12 years a slave, The butler, Dallas buyer club, mentre sembra proprio che Tom Hanks, con Captain Philips abbia trovato il giusto modo di rilanciare la sua carriera.

Vediamo:

Cast d’insieme

12 Years a Slave
American Hustle
August: Osage County
Dallas Buyers Club
The Butler

Attore protagonista
Bruce Dern, Nebraska
Chiwetel Ejiofor, 12 Years a Slave
Tom Hanks, Captain Phillips
Matthew McConaughey, Dallas Buyers Club
Forest Whitaker, The Butler

Attrice protagonista
Cate Blanchett, Blue Jasmine
Sandra Bullock, Gravity
Judi Dench, Philomena
Meryl Streep, August: Osage County
Emma Thompson, Saving Mr. Banks

Attore non protagonista
Barkhad Abdi, Captain Phillips
Daniel Bruhl, Rush
Michael Fassbender, 12 Years a Slave
Janes Gandolfini, Enough Said
Jared Leto, Dallas Buyers Club

Attrice non protagonista
Jennifer Lawrence, American Hustle
Lupita Nyong’o, 12 Years a Slave
Julia Roberts, August: Osage County
June Squibb, Nebraska
Oprah Winfrey, The Butler

Naturalmente abbiamo anche le nomination per il mondo televisivo, dove notiamo subito molti volti hollywoodiani prestati al piccolo schermo. Qui sappiatelo, si tifa per Claire Danes e la sua strepitosa Carrie Mathison, e sopratutto per il magnifico Peter Dinklage, il mio adorato Tyrion Lannister, l’unico che vorrei vedere sedere sul Trono di Spade!

I premi verranno consegnati con una pomposa cerimonia il 18 Gennaio!

Cast d’insieme – Drama
Boardwalk Empire
Breaking Bad
Downton Abbey
Game of Thrones
Homeland

Cast d’insieme – Comedy
30 Rock
Arrested Development
The Big Bang Theory
Modern Family
Veep

Attore — TV Movie or Miniseries
Matt Damon, Behind the Candelabra
Michael Douglas, Behind the Candelabra
Jeremy Irons, The Hollow Crown
Rob Lowe, Killing Kennedy
Al Pacino, Phil Spector

Attrice – TV movie or Miniseries
Angela Basset, Betty & Coretta
Helena Bonham Carter, Burton and Taylor
Holly Hunter, Top of the Lake
Helen Mirren, Phil Spector
Elisabeth Moss, Top of the Lake

Attore – Drama Series
Steve Buscemi, Boardwalk Empire
Bryan Cranston, Breaking Bad
Jeff Daniels, The Newswroom
Peter Dinklage, Game of Thrones
Kevin Spacey, House of Cards

Claire Danes, Homeland
Anna Gunn, Breaking Bad
Jessica Lange, American Horror Story: Coven
Maggie Smith, Downton Abbey
Kerry Washington, Scandal

Attore – Comedy Series
Alec Baldwin, 30 Rock
Jason Bateman, Arrested Development
Ty Burrell, Modern Family
Don Cheadle, House of Lies
Jim Parsons, The Big Bang Theory

Attrice – Comedy Series
Mayim Bialik, The Big Bang Theory
Julie Bowen, Modern Family
Edie Falco, Nurse Jackie
Tina Fey, 30 Rock
Julia Louis-Dreyfus, Veep

Scene d’azione

Cast d’insieme tv :
Boardwalk Empire
Breaking Bad
Game of Thrones
The Walking Dead
Homeland

Cast d’insieme film:
All Is Lost
Fast and Furious 6
Lone Survivor
Rush
The Wolverine

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E se i film fossero delle insegne al neon?

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E’ il sito Imgur a pubblicare una divertente gallery cinefila. E se i poster dei film fossero delle insegne luminose al neon cosa verrebbe fuori?

Ve lo dico io: delle creazioni divertentissime: Star Wars, Ghostbusters, Ritorno al futuro, Jurassic Park, Pulp Fiction, Psycho, Lo Squalo e King Kong.

Potete vederle tutte a questo link

Vi piacciono?

C’era una volta a New York, il trailer del film con Marion Cotillard

“1921. Alla ricerca di un nuovo inizio e rincorrendo il sogno Americano, Ewa Cybulski  e sua sorella lasciano la natia Polonia e navigano verso New York. Quando raggiungono Ellis Island i medici scoprono che Magda si è ammalata e le due donne vengono separate. Ewa si ritrova nelle pericolose strade di Manhattan, mentre sua sorella è messa in quarantena. Sola, senza un posto dove andare e nel disperato tentativo di ricongiungersi con Magda, Ewa diventa presto preda di Bruno un uomo affascinante ma malvagio che la prende con sé e la spinge a prostituirsi. L’arrivo di Orlando ardito  illusionista e cugino di Bruno, le ridonano fiducia e la speranza per un futuro migliore, ma non ha tenuto conto della gelosia di Bruno…”

In originale si chiama The Immigrant, mentre arriverà con il titolo ’C’era una volta a New York’, questa pellicola diretta da James Gray. Protagonista è l’incantevole Marion Cotillard, affiancata da Jeremy Renner e Joaquin Phoenix.

La pellicola nasce dall’esigenza del regista di analizzare l’esperienza di immigrato, essendo lui stesso un ebreo russo.

“Questo film è molto personale e ha molti legami con la mia famiglia, ma non è assolutamente autobiografico – rivela Gray – Per personale intendo che tratta di problematiche ed emozioni che ci sono vicine, che puoi comprendere profondamente e che sei capace di esprimere, mentre autobiografico si riferisce alla rappresentazione dei fatti legati alla propria vita.”

Le riprese si sono svolte per 34 giorni a New York e presso i teatri di posa Kaufman Astoria Studios nel Queens. Oggi grazie a Bim Distribution vi mostro il trailer italiano. L’uscita è prevista per il 9 Gennaio!

Hunger Games – La ragazza di fuoco, le impressioni a caldo

Esiste una consuetudine molto fastidiosa quando al cinema viene presentata una nuova trilogia cinematografica: la spasmodica ricerca di qualcosa che somigli a quella che l’ha preceduta, così da scatenare nello spettatore bue l’associazione pavloviana ’se mi è piaciuto quello, allora devo correre in sala a vedere questo’.

Così Harry Potter era il nuovo Signore degli anelli perché ambientato anch’esso in un mondo magico, Twilight era il nuovo Harry Potter perché anch’esso tratto da una saga letteraria (e quindi? A me non verrebbe mai in mente di paragonare Anna Karenina e Bridget Jones perché entrambi tratte da romanzi molto amati) e adesso la saga di Hunger Games è chiaramente il nuovo Twilight perché ’ha un triangolo amoroso’.

Se il paragone può forse essere leggermente calzante quando si parla di Harry Potter e Il Signore degli Anelli (ma perché la stessa Rowling ha confermato di aver ‘rubato’ da Tolkien), non può che essere sbagliatissima se si parla di Hunger Games e Twilight.

(La mia reazione davanti ad un’affermazione del genere è più o meno questa):

Mi verrebbe da dire che la differenza lampante sta proprio nel tipo di protagonista e nell’attrice che la incarna. A costo di attirarmi anatemi per 30 generazioni da parte delle Twilighters, mi pare evidente che Bella Swan non ha un briciolo di carattere, praticità e carisma rispetto a Katniss Everdeen e non me ne vorrà Kristen Stewart della quale io sicuramente non comprendo il talento, se la ritengo artisticamente inferiore a Jennifer Lawrence.

Chi ha letto i romanzi di Suzanne Collins e visto questi primi due capitoli di Hunger Games, sarà d’accordo con me nel dire che questa saga di adolescenziale ha ben poco. E’ vero, lo sono i suoi protagonisti, ed è vero che per ambientazione, effetti speciali e dialoghi si rivolge a questo target, ma la sua morale, il suo messaggio, bè non sono classificabili in questa categoria.

In breve in questo nuovo episodio troviamo Katniss alle prese con le conseguenze dell’aver vinto gli Hunger Games insieme a Peeta. Questo le ha portato un vantaggio in termini economici per se e per la sua famiglia, ma anche un forte stress post traumatico che la fa svegliare in piena notte al pensiero del sangue che ha versato suo malgrado nell’arena.

La situazione politica poi non è delle migliori: il suo atteggiamento di sfida nei confronti di Capitol City ha generato sentimenti rivoltosi negli abitanti dei vari Distretti, portando il presidente Snow a minacciarla: o asseconderà il governo nel reprimere questo clima ostile proseguendo la sua finta storia d’amore con Peeta, o a rimetterci saranno la sua famiglia e il suo migliore amico Gale. Katniss accetta suo malgrado, ma quando Snow si accorge che la figura della ragazza è troppo amata dal popolo, capisce che deve eliminarla senza renderla una martire: per questo in occasione del giubileo degli Hunger Games annuncia che nella nuova edizione a sfidarsi nell’arena saranno alcuni dei vincitori delle edizioni precedenti. Per Katniss e Peeta ricomincia così tutto dall’inizio….

Rispetto al primo episodio La ragazza di fuoco è qualitativamente migliore, cosa rara quando si parla di sequel. Innanzitutto si, un triangolo d’amore c’è, ma molto accennato e comunque non è questa la cosa significativa nel film. La differenza chiaramente è nella sceneggiatura e nei dialoghi, molto più carichi di significato, ma anche per il modo in cui la pellicola viene divisa. Meno spettacolarità nella prima parte, in favore di una cruda visuale politica della società di Panem (e purtroppo della nostra società), che lascia pian piano spazio ad una seconda parte blockbuster e più spettacolare, ma comunque tragica. Se nel primo episodio assistiamo alla genesi dell’eroina, dove Katniss mette alla prova se stessa nell’arena scoprendo potenzialità da stratega e guerriera, qui siamo partecipi del suo dolore e della sua disperazione nel constatare che niente di ciò che ha imparato può esserle utile: la vera vittima degli Hunger Games è lei e finchè non si arrenderà a quel regime che ha tanto sfidato, continuerà a vedere morte e sofferenza intorno a se.

Ottimo il cast, capeggiato da una bravissima Jennifer Lawrence, l’unica secondo me della sua generazione di attrici, a poter passare da un film d’autore a un blockbuster con la stessa credibilità. Stanley Tucci ha un ruolo piccolo ma significativo: quello del conduttore costretto a far concentrare il pubblico sugli aspetti frivoli e divertenti di un reality show basato sul massacro di adolescenti e anche Philip Seymour Hoffman alza decisamente il livello quando è in scena. Se invece Donald Sutherland è un grande delusione e la noia provata nel girare questo film è molto evidente, voglio invece dedicare una menzione a Woody Harrelson, al quale non avrei dato una lira e che invece mi ha sorpreso positivamente anche questa volta.

Hunger Games: La ragazza di fuoco mi è piaciuto. E’ sicuramente una pellicola di intrattenimento, ma emotivamente molto pesante soprattutto se ci si ferma a riflettere che quella realtà, pur patinata esagerata e spettacolarmente tecnologica, non è così lontana dal periodo storico che stiamo vivendo.

Menzione d’onore per la freddissima ed azzeccata fotografia e per il finale a bruciapelo, un ottimo cliffhanger che ti fa uscire dal cinema pensando solo ’ ne voglio di più’.

Morgan Freeman ricorda Nelson Mandela

E’ scomparso poche ore fa, alla veneranda età di 95 anni – serenamente – ci dicono, Nelson Mandela. Se mi fossi trovata in questo momento alla scrivania del mio vecchio posto di lavoro probabilmente a quest’ora avrei già dovuto scrivere un ‘necrologio’ standard infarcito di parole di circostanza.

La verità è che la vita straordinaria ed il suo messaggio umano sono troppo grandi per la maggior parte di noi e qualsiasi cosa io possa scrivere al riguardo suonerebbe banale e retorica. Io amo il cinema e di questo mi occupo, quindi il mio ultimo omaggio a Madiba sarà attraverso questo strumento.

Nello specifico attraverso le parole di Morgan Freeman, non il primo ad interpretarlo sul grande schermo, ma di sicuro quello che io ricordo con più affetto.

Non per niente quando Clint Eastwood decise di girare Invictus, Freeman lo supplicò in ginocchio di lasciargli interpretare Mandela.

Appreso della sua scomparsa, l’attore ha così commentato: 

Oggi il mondo ha perso uno dei veri giganti del secolo scorso. Nelson Mandela era un uomo dall’onore incomparabile, forza inconquistabile e ferma risoluzione – un santo per molti, un eroe per tutti coloro che danno valore a libertà e dignità della razza umana. Nel ricordare i suoi trionfi, facciamo in modo che, in sua memoria, non si rifletta su quanto lontani siamo arrivati, ma su quanto lontani dobbiamo ancora andare. Madiba potrà non essere più con noi, ma il suo viaggio continuerà con me e con tutti noi”.

E’ poi Empire a pubblicare un bellissimo filmato che ci mostra tutti gli attori che hanno interpretato Nelson Mandela, che potete trovare a questo link.

Ciao Madiba e grazie di tutto.

The Amazing Spider – Man 2, il teaser trailer!

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Oddio, Empire parla di teaser, ma a me sembra un trailer vero e proprio. The Amazing Spider – man 2 sforna un super filmatone dove ci presenta il nuovo villain Elektro, interpretato da Jamie Foxx, ed il nemico amico Harry Osborne, nei cui panni si è calato Dane DeHaan.

A me non piace fare paragoni con la trilogia di Sam Raimi. Non ha proprio senso alcuno, è come se per giudicare i Batman di Nolan tenessi sempre presente i film di Tim Burton (e sono entrambi ottimi, ma diversissimi). Però posso dirvi che trovo Andrew Garfield uno Spidey migliore di quanto non sia stato Tobey Maguire, soprattutto nell’ultimo capitolo. 

Mi piace molto Emma Stone in questo ruolo: non è assolutamente anagraficamente credibile come sedicenne, ma ho trovato interessante come ha caratterizzato il personaggio di Gwen Stacy nel primo episodio e la ritengo molto simpatica. 

In generale questo trailer mette tanta carne al fuoco, ci mostra un Peter Parker impegnatissimo nel suo ruolo di eroe, sorvegliato dalla Oscorp di Harry Osborne (inquietantissimo devo dire), adorato da Zia May e alle prese con un nuovo nemico. Da un punto di vista tecnico vedo inoltre che Marc Webb sta continuando a spingere sugli effetti speciali che lo rendono molto molto simile ad un videogioco (in senso buono). Vi dirò, forse questo è l’unico film che vale la pena vedere in 3D.

Non c’è più traccia di Shailene Woodley, selezionata per interpretare Mary Jane Watson e poi repentinamente tagliata. Secondo la giustificazione ufficiale del regista, la troppa quantità di personaggi nuovi non gli consentiva di dare giusto spazio alla figura di Mary Jane, molti ritengono in realtà che la ragione sia da ricercare sia nella reazione dei fan, insorti perché non ritenevano la Woodley adeguata, sia per una interpretazione fiacca dell’attrice stessa (se fosse davvero così, Shailene mia, che te dice il cervello? E insomma mica si viene scelti tutti i giorni per un cinecomic milionario).

Se poi vi state chiedendo quanto valga la pena vedere il primo episodio, vi dico: stesso discorso che faccio per Thor,  non ha niente a che vedere con i Batman di Nolan, non c’è grande morale o particolare approfondimento dei personaggi, ma tutto sommato ‘fa il suo’, e se avete dato una chance agli Spider – man di Raimi non vedo perché non dobbiate con questo.

Ecco il trailerone…buona visione!

http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f9?isVid=1

‘Moliere in bicIcletta’, la bella commedia di Philippe Le Guay

Serge è un bravo attore che ha abbandonato la carriera per ritirarsi in una casetta sull’Île de Ré, dove vive come un eremita. Questo almeno finché ad interrompere il suo burbero isolamento arriva Gauthier, suo amico nonché collega che vorrebbe scuoterlo da questo stato, proponendogli di recitare insieme ne Il misantropo di Molière. Serge non vorrebbe ma chiede a Gauthier di restare comunque per provare insieme la parte del protagonista Alceste. La vicinanza dell’amico aiuta Serge, e anche la conoscenza di Francesca, una donna italiana. Ben presto però i rapporti tra i tre si complicano…

Io ho una vera passione per la commedia francese, per il senso dell’umorismo d’Oltralpe. In questi giorni ho avuto l’occasione di vedere questo ’Moliere in bicicletta’ che ne è tra gli esempi più raffinati.

Presentato durante il Festival di Toronto, il film è diretto da Philippe Le Guay, già noto per Le donne del 6°piano e arriverà nelle nostre sale il 12 Dicembre.

Protagonisti sono Fabrice Luchini, Lambert Wilson e Maya Sansa.

E’ un meraviglioso tentativo di portare il teatro sul grande schermo: finzione teatrale e realtà si fondono nella storia che tanto ha rubato proprio dall’omonima opera di Moliere. Buffo, ironico, tecnicamente ineccepibile, il film è stato pensato dal regista durante la lavorazione de Le donne del 6°piano.

L’ispirazione gli è stata fornita proprio da Fabrice Luchini, che gli parlò de Il misantropo. Il titolo Moliere in bicicletta nacque il giorno in cui dovendo portare al suo attore il copione, Le Guay si perse e venne raggiunto da Luchini in bicicletta.

“ Il personaggio di Serge Tanneur si ispira a Fabrice, al suo amore per i testi, alla sua tendenza alla misantropia: da tempo cova il desiderio di ritirarsi dal mondo, ma fortunatamente non lo mette in atto – dice il regista – facciamo discussioni infinite sulle persone e su noi stessi: lui sostiene che cose come la generosità non esistono, poiché ognuno fa unicamente i propri interessi, mentre a me spetta la parte dell’ingenuo che vede tutto rosa e crede nell’altruismo. Fabrice è pragmatico, io sono indulgente. In ogni caso, il personaggio di Lambert Wilson rappresenta il mio punto di vista. Gauthier è una star televisiva, convinto di dover essere accondiscendente con le persone a tutti i costi. Lui stesso non si fa illusioni sulla qualità di quello che fa in tv, ma proprio per questo vuole interpretare Alceste: ha qualcosa dentro, nel profondo, che vuole difendere”.

Il film esce il 12 Dicembre per Teodora Film ed io ve lo consiglio caldamente. Credetemi non è facile di questi tempi trovare una commedia così ben fatta. Di seguito, se volete farvi un’idea, il trailer