Week end al cinema: la settimana di Virzì

Rieccoci dopo un periodo di assenza dovuta ad abbuffate varie e viaggi di Capodanno, ancora una volta a parlare di film del week end. Offerte scarsine in questo secondo week end di Gennaio, se escludiamo un regista italiano che io apprezzo molto, Paolo Virzì. Per dovere di completezza, avendo saltato a piedi pari la programmazione della scorsa settimana, vi consiglio di recuperare due pellicole che interessano molto anche me, American Hustle, se non altro perché si parla di interpretazioni da applausi e Capitan Harlock, del cui trailer mi sono innamorata, pur non avendo visto mai nemmeno un fotogramma del cartone animato originale.

Vediamo cosa ci offre questa settimana il nostro cinema.

Il capitale umano di Paolo Virzì: Dal romanzo omonimo di Stephen Amidon, la storia di due famiglie del nord legate da un incidente. Cast maestoso per una pellicola scritta dallo stesso Virzì insieme al sodale Francesco Bruni. Da vedere perché in un panorama nostrano di tante pellicole sbagliate e non necessarie, Paolo non ne ha mai sbagliata (quasi) una, su tutte l’ultimo e commovente Tutti i santi giorni.

Sapore di te di Carlo Vanzina: Ne sentivamo il bisogno? No. Qualcuno poi mi spieghi perché un cinecocomero viene distribuito a Gennaio. Ci dice la sinossi ‘uno spaccato della nostra società raccontato attraverso due estati, quella del 1983 e del 1984’. Delusione maxima nel trovare Giorgio Pasotti nel cast, uno che sembrava lanciato verso il cinema d’autore e invece…Sarà che non ha mai voluto fare un corso di dizione?

2 Giorni a New York di Julie Delpy: La passione per la commedia francese e quella per l’incantevole Delpy. Due buoni motivi per andare a vedere questa simpatica pellicola che racconta le vicende di una francese a New York divisa tra il nuovo fidanzato e il padre del suo bambino

Disconnect di Henry Alex Rubin: Un classicissimo film da televisione, di quelli trasmessi su Canale 5 in estate. In un mondo sopraffatto dalla tecnologia, una coppia e il loro figlio adolescente affrontano le insidie della rete. Mah.

Un compleanno da leoni di Jon Lucas e Scott Moore: Baldoria e disastri alla facoltà di medicina. Perdonatemi ma non credo si possa riassumere in altro modo la trama di un film che ripete pedissequamente quella dei 300 precedenti. Quello che trovo veramente fastidioso è il modo dei distributori di trattare lo spettatore come un deficente, facendo l’occhiolino nella traduzione italiana alla saga di The Hangover. 

Il grande Match di Peter Segal: ovvero, ‘botte geriatriche’. Bellissimo il poster promozionale con gli addominali di De Niro photoshoppati in maniera indegna. Trovo davvero tenera questa incapacità di certi attori di non riuscire a staccarsi da alcuni ruoli che in gioventù li hanno resi famosi. 

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