Game of Thrones 4×02 ‘The Lion and the Rose’

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ATTENZIONE: QUESTO POST CONTIENE SPOILER MOLTO DETTAGLIATI SULL’EPISODIO. SE ANCORA NON LO AVETE VISTO, TORNATE QUANDO AVRETE PROVVEDUTO, ALTRIMENTI CONTINUATE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO.

Sapete in realtà non pensavo che dopo il primo episodio di assestamento, Game of Thrones ci presentasse subito un punto di svolta così importante. Insomma vista l’assenza di Bran e compagnia e di Melisandre in ‘Two Swords, mi aspettavo una puntata dove la Khaleesi contempla l’infinito e la Dama Rossa sacrifica quei cinque seicento innocenti. Invece visto il trailer ho capito che sì il momento era arrivato.

L’episodio potrebbe idealmente essere diviso in due parti, quelle più lente e noiose e quelle da pollice in su.

Noia:

Bran è ancora in viaggio verso la Barriera, ha una visione e oltre ad affermare di sapere dove dover andare, inizia a ricordare l’attentato ai suoi danni da parte di Jaime Lannister. Pochino come avanzamento in questa storyline che inizia ad arrancare come Jon Snow e i Guardiani della Notte.

Stannis Baratheon è ancora una volta il più ‘cojone del mondo’ e se ne sta lì con la sua espressione cupa a bruciare sul rogo i parenti di sua moglie, con la sola colpa di adorare i Sette Dei, mentre Melisandre inizia a plagiare anche la sua figlioletta. Se non fosse per l’interpretazione di Carice Van Houten della Donna Rossa, ci sarebbe da addormentarsi. Fondamentalmente la storia di Stannis dopo il guizzo della battaglia di Blackwater, è rimasta incagliata in un buco nero.

Ed ecco invece le parti positive dell’episodio:

Ramsay Bolton ha ormai definitivamente spezzato l’equilibrio psichico di Theon Greyjoy e davanti alle rimostranze di quel verme di suo padre Roose, gli fornisce informazioni importanti su Bran e Rickon. Theon fa quasi tenerezza: se nella seconda e terza serie lo avremmo volentieri spellato vivo, nell’episodio tifiamo per lui. Soprattutto perché davanti alla notizia della morte del suo migliore amico – da lui tradito – capiamo che tutte le sue azioni sono state dettate dall’essere semplicemente in cerca di riscatto e non perché realmente malvagio.

L’attenzione della puntata è tutta però su Approdo del Re, dove in attesa del matrimonio tra Joffrey e Margaery, assistiamo al solito intersecarsi di intrecci.

Tyrion nei guai per via di Shae finge di non amarla e fa di tutto per lasciarla partire. Contemporaneamente offre il suo aiuto al fratello Jaime incapace di combattere e bisognoso di allenare la sua mano sinistra. In suo aiuto arriva Bronn, l’unico spadaccino valido in grado di tenere la bocca chiusa se ben pagato. Peter Dinklage è il miglior attore nel cast e mai come ieri lo ha dimostrato. D’altre parte vista come si è conclusa la puntata, questa è decisamente la sua stagione, quindi scommetto su una lunga serie di performance da applausi a scena aperta (per dire quel suo ’If you’re looking for justice, you’ve come to the wrong place’ sentito nel trailer, mi ha fatto venire i brividi’).

Oberyn Martell si confronta con Tywin e Cersei e ovviamente anche questa volta li seppellisce. Al primo dice velatamente di guardarsi le spalle, alla seconda sbatte in faccia il suo non essere più Regina e la minaccia sottilmente ricordandole di avere in ostaggio la sua figlioletta Myrcella. Bravo bravissimo da applausi. Con una faccia da schiaffi e un’interpretazione così gli perdoniamo anche l’accento anglospagnolo.

Cersei. Il giorno in cui George Martin deciderà di asfaltare anche lei sarà il più bello per tutti. Cersei è un di quelle persone che mi ispirano violenza, mani in faccia e improperi. In 40 minuti riesce a ridere della follia psicotica del figlio, sabotare gli intenti caritatevoli/paraculi di Margaery, complottare col padre ai danni di Shae e Tyrion e in ultimo insultare Brienne. Naturalmente dare alla guerriera di Tarth della traditrice banderuola è peggio che dirle ’Brienne, zucchero, sei na cessa’, quindi tifiamo tutti per lei e naturalmente per lei e Jaime, che sembrano avere l’unico vero rapporto di amicizia in tutta Westeros.

– Infine Joffrey. Un applauso a Jack Gleeson per aver reso così irrimediabilmente odioso il piccolo re. Un cattivo senza speranza di redenzione, cattivo solo perché per lui è divertente esserlo, sadico e psicopatico (ricordo che nel libro Cersei non si domanda se questo non dipenda dalla sua nascita incestuosa). La sua uscita di scena è un crescendo di cattiverie senza appello al punto che quando lo vediamo in fin di vita e rantolante, non possiamo che far partire l’applauso. Suggestivo il fatto che al suo fianco ci fosse oltre a Cersei anche Jaime. Ho trovato sinceramente molto fredda la reazione della Regina davanti alla morte del primogenito, molto più preoccupata di accusare Tyrion della sua dipartita. E’ davvero un peccato che per questa morte così attesa a rimetterci debba essere l’unico Lannister a cui vogliamo bene, ma vedere Joffrey esalare l’ultimo respiro mi ha ripagato in parte per le lacrime versate per Ned Stark. La piccola Arya può mettere una nuova spunta alla sua lista.

E comunque i più attenti ricorderanno una scena nella terza serie, in cui Stannis e Melisandre compiono un rito ‘contro’ gli avversari del Re alla conquista del trono: “L’usurpatore Robb Stark (check), l’usurpatore Balon Greyjoy, l’usurpatore Joffrey Baratheon (check)”. Fossi in Balon inizierei a grattarmi.

Curiosità: nell’episodio appaiono anche I Sigur Ros che cantano The Rains of Castamere.

Ciao Joffrey

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