Bangarang Peter

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Di articoli necrologio quando lavoravo, ne avrò scritti un miliardo. Molti, devo confessarlo, su attori e registi di cui sapevo davvero poco. Passavo intere mattinate a cercare, leggere, confermare, selezionare foto. 

Molto spesso quello che ne usciva fuori era un pezzo di tutto punto, ma purtroppo un mero elenco di filmografie varie senza cuore.

In generale comunque non mi piacciono articoli di questo tipo: li trovo retorici e pieni di luoghi comuni, forse anche irrispettosi perché in fondo tu quella persona non la conoscevi per niente. A me non interessa sapere dove viveva Robin Williams, o se era un alcolista o che cosa pensava nelle ultime ore della sua vita. Mi fa orrore leggere le discettazioni qualunquiste sui social network riguardanti la depressione. Io non lo so cosa significa combattere un demone interiore di quel tipo. Non ne voglio parlare.

Quello che però posso dire io è che Robin Williams, anche se non lo saprà mai, mi ha regalato tanti momenti di spensierata allegria.

Quando Jumanji uscì in sala io avevo nove anni. Mio papà porto me e due dei miei cugini a vederlo al cinema di sabato pomeriggio. Di quella giornata mi ricordo quanto il film riuscì a farmi immergere nella storia, al punto da ridere e spaventarmi insieme ai protagonisti. Gli intermezzi comici con il poliziotto Carl e la sua macchina, furono per un sacco di tempo rievocati sia da me che da mio padre, che poi mesi dopo mi comprò la videocassetta. E’ ormai quasi del tutto rovinata, colpa del tempo e dell’umidità, ma sta ancora lì nella mia libreria come un cimelio.

Mrs Doubtfire è invece uno dei film preferiti di mia madre, lo abbiamo visto in tv un’infinità di volte e penso di non averla mai vista ridere per qualcosa di finzione come nella scena di Robin che infila la faccia nella torta per simulare una maschera facciale.

Il suo film preferito in assoluto è però Hook – Capitan Uncino. In questo caso il mio amore è sempre diviso tra Williams e Dustin Hoffman. Quando ero piccola, i miei nonni in vacanza volevano che dopo pranzo dormissi un paio d’ore come tutti i ’bambini buoni’. Io ero buonissima, ma non ho mai dormito un minuto in più di quelli notturni. In compenso però avevo un bellissimo libro con le figure Disney: da un lato La bella addormentata nel bosco, dall’altro Peter Pan. Penso di averlo imparato a memoria, anche se all’epoca non ero ovviamente in grado di leggere tutto. Se Robin Hood era il mio eroe, Peter Pan era la mia fiaba preferita, così quando vidi Hook in tv per la prima volta, fu amore a prima vista. Di questo film so a memoria dialoghi, scene e musiche. L’ho rivisto lo scorso Dicembre e niente, nonostante fosse probabilmente la centesima volta, mi fa ridere, ma soprattutto piangere come una fontana.

Che posso dire di più, la scomparsa di Robin Williams colpisce tanto me e chi è stato bambino negli anni di questi film. Non mi piace dire cose tipo ‘niente sarà come prima’, ‘lascia un vuoto incolmabile’. Però sì, quando rivedrò Hook mi sentirò un pochino un bimbo sperduto pure io.

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