Game of Thrones commento all’episodio 5×08 ‘HardHome’

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Ed eccoci di mercoledì dopo la ‘festa del grazie’ (se non sapete cosa sia la Festa del Grazie, guardate Boris e vergognatevi) a commentare l’episodio 5×08 ‘Hardhome’ di Game of thrones.

Si stanno ridisegnando equilibri mentre si arriva alle battute finali di questa quinta stagione. Lo scorso anno la puntata ‘The Watchers on the Wall’, guardianidellanottecentrica, mi aveva annoiata così tanto che non riuscii a commentarla, roba che per 40 minuti ho avuto l’improvviso desiderio di mettermi a fare l’uncinetto. E io non so fare l’uncinetto.

Stavolta mi sono dovuta ricredere, trattasi di episodio avvincente et bilanciato da momenti ‘noncenepotrebbefregademeno’ e quelli che ormai chiamiamo ‘whatthefuck’.

Leggo in giro e mi dicono anche alcuni dei miei lettori che questa stagione ha segnato un calo qualitativo nelle vicende del Trono. Io sinceramente non la vedo così. Sarà che avendo letto i romanzi di Ciccio Martin preferisco molto di più che gli sceneggiatori se ne discostino sorprendendomi ad ogni puntata, che vedere vicende trasposte malissimo. In molti si lamentano della eccessiva semplificazione di alcune storylines. E’ vero, le storie di Dorne sono state leggermente stravolte e non appaiono personaggi come Arianne Martell, un’eroina nei libri pari in quanto a carisma a Daenerys, se non superiore. Però io trovo che la scelta di non mettere troppa carne al fuoco sia saggia, alla luce del fatto che per quanto questa stagione mi piaccia, riconosco un’eccessiva lentezza in alcune delle vicende. 

Sta rallentando la storia di Arya, è priva di mordente (per ora) quella di Jaime, stanno tirando per le lunghe anche il grande assedio di Stannis.

Trovo invece che la storia di Sansa e Theon sia ben gestita, perché ci stanno raccontando di come e perché la giovane Stark si trasformerà ben presto in una specie di vendicatrice. In questa stagione si è puntato tanto su Jon (partita vinta secondo me), su Cersei come villain e naturalmente su Tyrion, che aveva già fatto i botti nella quarta serie e qui ha trovato il modo di rinnovarsi ancora.

Mi piacerebbe fare un post parlando delle maggiori differenze riscontrate con i romanzi e quali secondo me funzionano e quali no. Magari a fine stagione lo farò.

Stavamo tutti aspettando il grande incontro tra il piccolo Lannister e la regina ignifuga e li ritroviamo così, uno davanti all’altra. Daenerys chiede a Tyrion perché non dovrebbe uccidere così tout court un Lannister. Tyrion le risponde con un ‘scusami ma non accetto minacce da una che ha dodici anni’. In disparte, Missandei annuisce.

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Dany però capisce al volo che effettivamente il Folletto è molto più scaltro della metà delle persone che la circondano (si Daario non ti offendere, hai un bel culo, ma per il resto la politica non è cosa per te)e che adesso senza Ser Barristan, non c’è ne sta uno in grado di formulare un consiglio che abbia un qualche senso. Entrambi i confronti tra i due sono all’altezza delle mie aspettative. Tyrion non implora pietà, perché lui nella vita ha già perso tutto e qualsiasi cosa gli accada ora, va bene così. ‘Here we sit, two terrible children of two terrible fathers’, mai frase è stata più vera. ‘Si ho capito, me l’avete detto in tutte le salse, mio padre era un folle omicida’, ammette Dany. Con un sottile gioco di psicologia inversa Tyrion da voce a quanto pensa il pubblico da cinque stagioni a questa parte e la incalza: ‘si, ok hai tre draghi, ma uno te lo sei perso e gli altri due a parte arrostirti i sudditi, non li sai tenere a bada’, ‘come pensi di governare il continente se non ne sai nulla? ‘ e soprattutto ‘perché mai i nobili del luogo dovrebbero fidarsi della figlia di uno che organizzava barbecue a base di alleati nella Fortezza rossa?’.  Come prevedibile la regina ignifuga ci va in puzza e gli dice che si riprenderà quello che le spetta di diritto, proprio con l’aiuto di Tyrion. La totale rassegnazione e l’ironico cinismo del piccolo Lannister hanno fatto centro, ecco la coppia più fica di fine stagione. Per Ser Sebastiano Somma invece niente da fare, Dany dice ‘non ti taglio la testa, ma vai via da qui’, che nell’antica lingua di Westeros vuol dire ‘non te la darò mai e adesso basta chiedermela per favore, non m’hai convinta manco regalandomi il nano da giardino’.

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A Bravoos la piccola Arya ha finito l’apprendistato da truccatrice di defunti e cosi Jagen le dice che può iniziare il tirocinio come serial killer. Non prima di essersi fatta un taglio di capelli veramente di merda. La prima missione è assumere l’identità di tale Lanna, pescivendola, e puntare uno scommettitore senza scrupoli che è la copia strabica e sputata di Rudy Garcia. Naturalmente Rudy ci casca con tutte le scarpe. Adesso, va bene tutto, ma otto puntate mi sembrano sufficienti. Otto puntate di pizze e pulizie del pavimento, fatele fare qualcosa di costruttivo perché sono quasi più appassionanti gli intermezzi comici di Sam e Gilly. Ora, Arya è a Bravoos. Mace Tyrell sta andando a Bravoos con quel deficiente di Meryn Trant. Ce la date la gioia di vederla testare le sue capacità di assassina spietata proprio su uno degli uomini della sua lista della vendetta?

Ad Approdo del Re, Cersei ha fatto cambio d’abito e si è vestita come Anna Oxa a Sanremo 2002, ed è ancora ospite nelle segrete di Scientology. Come era ovviamente prevedibile nessuno vuole vederla, lo Zio Kevan la schifa l’intrepido orsacchiotto Tommen oltre alla verdura fa lo sciopero della frutta e Jamie è in un mare di guai dall’altra parte di Westeros. ‘Forse dovresti confessare, le accuse sono piuttosto pesanti’, dice Qyburn, l’unico che vuole ancora parlarle. ‘Giammai, l’Alto passero e i suoi piedi zozzi l’ho creato io’, risponde Cersei in un delirio di onnipotenza di PippoBaudiana memoria. In un momento di metatelevisione, il pubblico si identifica con la Suora cessa che picchia Cersei col mestolo da cucina.

Rapido momento ‘noncenepotrebbefregadimeno’, imbarazzo post sesso tra Gilly e Sam, e poi tecniche di guerra secondo i Bolton.  Papà Bolton vorrebbe semplicemente attendere che il tanto millantato inverno stecchisse di colpo tutti i soldati di Stannis. Un Braveheart insomma, ma tanto da uno che tradisce i suoi alleati conficcando un pugnale nel cuore del suo re davanti alla madre, voi vi aspettavate qualcosa di diverso? Io no. Ramsay che invece per quella cosa di spellare la gente ormai ci è andato sotto, non è d’accordo, in una sua contorta logica sull’onore ed il rispetto, così decide di optare per un mafiosissimo atto dimostrativo. Lui, venti uomini e sale e aceto.

MaiUnaSansa invece è chiusa nelle sue stanze a scrivere il suo primo romanzo, ‘101 modi per uccidere quel traditore bastardo evirato ingrato e fan di Gigi D’alessio, Theon Greyjoy’, quando ecco che il poveretto va a portarle la colazione. Sansa lo insulta, lo incalza, gli augura tutte le possibili sciagure nella vita, quando ecco che lui non ce la fa più e confessa ‘non ho mai ucciso Bran e Rickon, ho preso due bambini a casaccio e loro mi sono scappati’. Ed ecco che finalmente anche per la pora Sansa arriva un piccolo, flebile segno di speranza. Dai che ce la facciamo a far tornare Darth Sansa.

Ed eccoci però al momento clou di tutta la puntata, quello in cui Jon Snow, il più tonto di tutta Westeros, ti diventa il personaggio preferito (sempre dopo Tyrion, non scherziamo). Ebbene Jon, Tormund l’Hipster, e un gruppetto di Guardiani della notte, piccoli neri e cupi, arrivano a Casa Bruti, (Hardhome) per negoziare una joint venture contro gli Estranei. Tormund fa capire subito chi comanda agli insubordinati. Ovviamente all’inizio i Bruti non ne vogliono sapere e molto diplomaticamente propongono di rimandare Johnny al Castello Nero senza gli occhi. Poi però Tormund fa uno di quei discorsi fichi e patriottici che piacciono tanto agli inglesi (perché a loro vengono bene, li infili in una serie italiana ed è subito Occhi del Cuore) e a me fanno scendere la lacrimuccia, spiega che Jon Snow è tanto una brava persona ed era pure amichetto di Mance Rayder. E sia. 5000 Bruti accettano di andare alla Barriera ad organizzarsi per combattere insieme. Ecco però che durante le manovre di trasloco qualcosa non va: in un imponente crossover con The Walking Dead, gli Estranei attaccano Casa Bruti e Jon non se la sente di lasciarli morire. Bellissima scena di combattimento (certo, c’è sempre quel problema della fotografia blu scuro), una delle meglio dirette di tutta la serie. Jon Snow mostra tutto il suo coraggio, e si ritrova faccia a faccia con….Zio Benjen decolorato?No, Donatella Rettore, Il capo degli Estranei.

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Ho avuto paura che Jon non ce la facesse, li mentre sputava sangue, gli autori si sa sono imprevedibili (citofonare Sir Barristan), ma ecco che accade il colpo di scena: ci eravamo sempre chiesti che avesse di speciale sto Acciaio di Valirya. Ebbene, serve effettivamente ad affettare i non morti. ‘Tutto sto sbattimento pe cercà sto vetro di drago e la soluzione ce l’avevo letteralmente in saccoccia’, pensa Jon. Con la spada di Nonno Mormont, disintegra il suo nemico ed è pronto a fuggire con i Bruti.

Non è finita qui però, Jon tocca con mano la pericolosità degli Estranei: con una mossa alla Annamaria Galanti, ecco la resurrezione dei morti, trasformati anche loro in zombie con gli occhi azzurri.

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E mo so cazzi.

Alla prossima puntata!

voto 7,5

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