True Detective commento all’episodio 2×01 – The Western book of the dead

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Orfana di Game of Thrones secondo voi potevo starmene così con le mani in mano? In realtà seguo molte altre serie tv, ma tutte in leggera differita con la release originale, sia per mancanza di tempo, sia per venire incontro alle esigenze del lettore col nome di fantasia Simba, che richiede disperatamente il doppiaggio italiano.

E così ieri insieme al mio gruppo d’ascolto ho potuto vedere il primo episodio della seconda stagione di True Detective. Mi tolgo subito da qualsiasi impaccio rivelandovi che no, non ho visto la prima stagione.

judging you

 

Si lo so. Ho rimandato e rimandato finché non è uscita questa. Potete giudicarmi, insultarmi, guardarmi come se fossi una poveretta, insomma il trattamento che io riservo a tutti quei piccoli babbani che non hanno mai visto Harry Potter.

Questo però mi libera anche da una serie di condizionamenti mentali come il confronto con la prima stagione, con gli attori precedenti. Per dire che ieri uno dei miei compagni di visione sedendosi ha dichiarato ‘Oddio ho paura che sia na merda‘.

Se effettivamente il confronto con il primo ciclo sia impietoso non lo so, perché non ho voluto leggere nulla che mi condizionasse in questa stesura. True Detective è una serie appartenente ad Hbo, e concepita alla American Horror Story maniera, antologica, quindi per natura portata ad essere autoconclusiva e a rinnovare storie ed interpreti ad ogni capitolo. La regia è di Justin Lin, uno che è famoso per la saga di Fast and Furious, ma che poi ha fatto anche una serie di altre cosette interessanti. Infatti posso dirvi subito che da questo punto vista è tutto molto ben curato con raffinate inquadrature e una fotografia che mi ricorda moltissimo i quadri di Edward Hopper.

Ma veniamo ai protagonisti:

Rachel McAdams che per me sarà sempre l’inarrivabile Regina George, è qui nei panni della detective Ani Bezzerides, che ovviamente non può che avere una famiglia di merda: la sorella si spoglia in cam e il padre è una specie di guru new age (non sto scherzando). Con queste premesse mi pare il minimo che abbia il vizietto dell’alcool. Comunque io l’ho identificata immediatamente come personaggio forte e positivo e la McAdams in questo ruolo senza fronzoli hollywoodiani per ora mi piace.

Vince Vaughn secondo voi con quella faccia da americanone rozzo appassionato di barbecue, che cosa poteva fare? Qui è il cattivo, anzi meglio il cattivo che finge di essersi ripulito, in realtà è più invischiato che mai in affari loschi e si serve per portarli avanti anche della complicità del poliziotto Colin Farrell. Vedete Vaughn è tipo il Christian De Sica americano, uno che è famoso per una serie infinita di film demenziali (tolto ovviamente Zoolander e sciagure per sette generazioni a chi lo considera tale), ma che in quei pochi film ‘seri’ ha dimostrato un potenziale fortemente sfruttabile. Per esempio in Into the Wild mi è piaciuto molto. In questo primo episodio fa il suo, è abbastanza convincente e sicuramente molto adatto per la parte.

Colin Farrell. Vabè lo sappiamo tutti che questa è la serie con la quale proverà a convincerci tutti di essere un bravo attore. Perché dico questo?

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Ehm.

Qui Farrell, oltre a somigliare inquietantemente al padre di Bella Swan di Twilight, è nei panni di un poliziotto psicolabile e dagli evidenti problemi con la gestione della rabbia. Si impegna dai. Avrà pensato che alla fine dopo vent’anni di film da surfista bonazzo pure Matthew McConaughey ci è riuscito. Per ora posso dire che apprezziamo lo sforzo, ha lavorato sul personaggio, sulle movenze, sul modo di parlare. Vediamo dove andrà a finire.

Taylor Kitsch è l’ex marine Paul, che lavora nella polizia stradale, ma che soffre anche lui di stress post traumatico ed è ad oggi il personaggio più misterioso di tutti. Anche per Kitsch questa è la serie del riscatto dopo pellicole come John Carter e Battleship, come Francesco Arca che dopo Uomini e Donne, Incantesimo e Moccia ora fa i film con Ozpetek per farci dimenticare il passato.

Dunque parliamoci chiaro: in questo primo episodio non succede fondamentalmente una mazza: in questa cupa atmosfera noir da quadro di Hopper ci vengono solo presentati i personaggi. All’inizio mi sono annoiata lo ammetto: i tre protagonisti sembrano slegati, ma è sul finale che la storia prende prepotentemente il via e adesso, avendo inquadrato più o meno le storie di ognuno, sono pronta per andare avanti.

In breve la storia racconta di Ray Velcoro, la cui ex moglie è stata stuprata anni prima dando poi alla luce il piccolo sosia cicciottello di Ed Sheeran che vediamo ad inizio episodio. La sua vita è legata a doppio filo col criminale Frank Seymon, che tempo prima gli ha consegnato lo stupratore della moglie. Seymon sta portando avanti un affare legato al settore dei trasporti, quando a mettergli il bastone tra le ruote è la scomparsa del suo contatto, il funzionario Benjamin Caspere. Sarà Paul il poliziotto della stradale a trovarne il cadavere a fine episodio, facendo così incontrare anche Ani e Ray e ad accendere le vicende.

Diciamo che per ora ho bisogno di vedere un secondo episodio per decidere quanto mi piaccia questa stagione.

Sicuramente mi sono piaciute:

  • le interpretazioni degli attori
  • l’atmosfera noir e la regia
  • la sigla
  • l’intreccio principale

Mi sono piaciuti di meno:

  • la lentezza di questo primo episodio
  • i baffi di Colin Farrell
  • le espressioni di Taylor Kitsch

La sigla per me è fichissima, per quanto da figlia degli anni ’90 non posso rassegnarmi alla scomparsa delle faccine di tutto il cast che ti ammiccano per 3 minuti buoni.

Alla prossima puntata!

Voto 7-

 

 

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4 pensieri su “True Detective commento all’episodio 2×01 – The Western book of the dead

  1. Ti invidio molto la pulizia mentale con cui lo affronti.
    Per me per ora è una cover di scarso valore, e spero ardentemente decolli.
    Ma per i confronti delusi c’è reddit, invece ti chiedo: il fil rouge dell’infertilità/impotenza non l’hai notato o non credi sia rilevante?

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    • Ti ringrazio per aver commentato, sai in questi giorni non sei l’unica ad avermi esternato questo tipo di opinione, molti fan della prima ora mi parlano della prima stagione come di qualcosa di qualitativamente inarrivabile. Per quel che riguarda il collegamento infertilità/impotenza hai ragione, non ne ho parlato perché vorrei aspettare il prossimo episodio e vedere dove ci porterà!
      Grazie!

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  2. Sinceramente, questo primo episodio non mi è sembrato più lento del rispettivo della prima stagione. Mi riesce difficile credere di poter arrivare alle vette a cui ci hanno portato Mcconaughey/Harrelson, ma non è nemmeno il momento né il caso di fare confronti, visto che è evidente che questo primo episodio è servito solo per presentare e delineare i personaggi e poco altro.

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    • E grazie anche a te per aver commentato! Non avendo ancora avuto modo di mettermi in pari con la prima stagione non posso fare confronti, per quanto molte persone che me ne hanno consigliato caldamente la visione già affermino che non c’è paragone tra le due. Da neofita ho sicuramente bisogno di almeno un altro paio di episodi per dare un giudizio. Non amo particolarmente Colin Farell devo dirlo, ma ehi, una seconda possibilità si concede a tutti!
      Ciao Flavio 😊

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