Ottobre, il mese rosa per la prevenzione del tumore al seno

lilt - prevenzione tumore al seno

Sedici Noni per il sociale. Oggi parliamo di un argomento che è per me molto importante (così tanto che quando Grillo se ne è uscito con quella stronzata sulle mammografie, volevo cercare il suo indirizzo per fargli il trattamento Ramsey Bolton), e sono molto contenta di avere uno spazio mio che sia nel mare dell’Internet, una piccola cassa di risonanza per qualcosa di molto serio.

n.b. La foto in apertura credo si riferisca alla ‘campagna 2014, ed ho scelto di non utilizzare quella attuale, ma di questo parleremo dopo.

Ottobre è il mese rosa per la prevenzione del tumore al seno. In realtà lo sapete bene, la prevenzione andrebbe fatta in ogni momento, ma è importante avere un periodo dedicato che ci ricordi di sottoporsi ad esami di screening (ecografia mammaria al di sotto dei 35 anni, mammografia dopo i 35 anni, fascia di rischio più alta per le donne).

La legatumori italiana torna in questo mese con il “LILT FOR WOMEN – CAMPAGNA NASTRO ROSA”, che avrà l’hastag #proteggiloanchetu ed è patrocinata dalla Presidenza del consiglio dei ministri e dal Ministero della salute.

In soldoni, che cosa accade durante il mese rosa?

400 punti di Prevenzione delle 106 Sezioni Provinciali LILT – su tutto il territorio nazionale – saranno a disposizione per informazioni, divulgazione di opuscoli, visite senologiche e controlli diagnostici clinico-strumentali. Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, si può chiamare il numero verde SOS LILT 800-998877 oppure consultare i siti http://www.lilt.it e la pagina FB “LILT Nazionale”.

A partecipare all’iniziativa sono anche numerosi e famosi brand: Nestlé FITNESS, PEUGEOT, YAMAMAY GERARDO SACCO E BIALETTI  veicolano nei loro punti vendita in tutta Italia il messaggio di prevenzione oncologica. ACEA s.p.a.,illuminerà in rosa il  Colosseo, la Ventitre s.r.l., società cinematografica realizzerà invece un importante prodotto cinematografico sul tema della prevenzione del tumore al seno.

Questo è un tema che per la mia storia familiare mi tocca molto, molto da vicino: è vero – e posso dirlo con cognizione di causa – che su alcune forme tumorali particolarmente aggressive c’è ancora poco da fare, ma è davvero fondamentale sottoporsi a controlli annuali, perché accorgersi in tempo di avere un qualcosa che non va, fa la differenza in termini di probabilità di guarigione (spesso arginando la malattia al solo seno evitandone la diffusione ad altri organi).

Veniamo dunque all’elefante nella stanza: nel 2015 è Anna Tatangelo la testimonial della campagna Lilt, che non ha mancato di scatenare un mare di polemiche. Io ho scelto di non utilizzare l’immagine che la ritrae intenta a strizzarsi il seno coprendolo con le braccia condito da sorrisetto ammiccante perché sono d’accordo con l’indignazione collettiva.

Mi dispiace davvero molto dover criticare il corpo di un’altra donna, credetemi.

Quello che la signora Tatangelo non coglie (nel suo sentirsi offesa dalle critiche, quando avrebbe potuto tacere ed eventualmente renderci partecipi a fine campagna, non distogliendo l’attenzione da quella che è una malattia gravissima) è che il problema non è la sua indiscutibile avvenenza fisica, od il fatto che lei abbia un addome magro e scolpito. Io posso criticare la Tatangelo per il suo gusto discutibile in fatto di make up, musica e uomini, ma il problema non è lei come personaggio. A me va anche bene il nudo, ma ragazzi, c’è nudo è nudo e se lei vuole giocarsi la carta dell’ingenuità io non ci sto.

La foto è tutta sbagliata, sembra il risultato di uno shooting di biancheria intima e non è per fondare il club dei bigotti, ma di certo il sorrisetto ammiccante e la strizzatina alle tette non aiuta ad empatizzare con il tema di cui si parla e capisco possa indispettire chi si sente toccato da vicino. Io mi sento toccata da vicino. L’intervento per il tumore alla mammella è quanto di più devastante possa accadere ad una donna, può essere molto invasivo, e mortificante, causa di fortissimo malessere, di imbarazzo verso il proprio compagno, per non parlare poi di tutto quello che segue l’intervento. Se volete vedere la foto incriminata cercatevela, a me che la ritirino non interessa, la frittata è fatta, basta che la Tatangelo non distolga l’attenzione dall’importanza del tema per accusare gli altri di essere invidiosi della sua avvenenza. Si Anna, sei bona, lo vediamo tutti, #esticazzi dove li mettiamo?

Comunque, donne, ecografia o mammografia sono esami di brevissima durata, trovate un centro di fiducia, fatevi accompagnare dall’amica, dalla mamma dal vostro compagno o compagna, fate come ve pare ma andate! E’ solo una volta all’anno, un gesto routinario che deve diventare un’abitudine sana. Io stessa sopraffatta dalla mia ipocondria sono andata poco tempo fa.

Siate coraggiose, siate rosa!

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