Il cinema dei lettori: Suburra superstar

Come avevo immaginato questa settimana il film più commentato dai miei sportivissimi lettori è Suburra. Probabilmente perché Sollima ci ha abituato a livelli di qualitativi alti al cinema e soprattutto nella fiction, quindi noto che c’è proprio una grossa fetta di pubblico che lo aspetta come l’arrivo del Messia. Io purtroppo Suburra ancora non l’ho visto perché questa settimana i miei doveri mangerecci-coniugali mi hanno portato alla Sagra della Castagna, ma forse sì appartengo anche io al gruppo dei groupies di Sollima.

Romanzo criminale – la serie è secondo me il suo piccolo masterpiece, e comunque dopo Acab rimango dell’idea che dia il suo meglio nella lunga serialità.

Comunque nella lista di commenti che carinamente avete lasciato sparsi, mi sembra chiaro che le preferenze siano abbastanza variegate, addirittura scopro che The Martian di Ridley Scott ha effettivamente interessato qualcuno.

Ma ora la linea ai lettori:

Fabio: Suburra è un gigantesco dejà – vù di due ore su qualcosa che conosciamo fin troppo bene.

Valeria: Favino è il più grande attore italiano di oggi, ma in Suburra la stella è Claudione Amendola.

Paola: Io ho visto Black Mass e secondo me Johnny Depp la deve smettere di fare il pirata, mi ero quasi dimenticata di come recitasse e invece oh è bravo! Il film in generale non ha niente di nuovo rispetto a queste pellicole biografiche sui gangster, ma comunque per come è strutturato si fa guardare.

Chiara: L’ultimo film che ho visto non è stato al cinema perché non è mai arrivato nelle sale italiane, non so se vale ma ne vorrei parlare lo stesso, il titolo è Jenny’s wedding. Parla di una donna gay che ancora non ha fatto coming out con la famiglia e ha una relazione stabile con quella che i genitori pensino sia solo la coinquilina. Ovviamente la famiglia vive in un piccolo paesino di bigotti chiacchieroni e quando finalmente Jenny dice la verità tutto cambia. Non dirò altro per non spoilerare in caso qualcuno lo voglia vedere, comunque l’ho trovato nel complesso un bel film,con una tematica attuale ed interessante, considerato poi che di solito il tema dell’omosessualità è trattato solo dal punto di vista maschile. Alcuni punti l’ho trovati un pò piatti e scontati, tuttavia piacevole da guardare grazie anche all’aiuto della protagonista Katherine Heigl, che personalmente da fan di Grey’s anatomy fa sempre piacere rivedere, e un’insolita Alexis Bledel. Certamente non un film da oscar e nessun capolavoro cinematografico, comunque consiglierei di vederlo e mi dispiace che rimanga estraneo al popolo italiano. In fondo noi c’ abbiamo la Ferilli.

Elisa: Ma per Suburra il consulente alla sceneggiatura era Alemanno?

Federico: Suburra è un buon film grazie ad Amendola, Favino e Germano, terrificanti le donne che vengono seppellite dalla recitazione dei tre uomini.

Luca: Io ho scelto The Martian di Ridley Scott perché tutte le volte che il regista si è occupato di fantascienza non mi ha mai deluso. Questo non è all’altezza dei suoi lavori precedenti, ma comunque si vede la mano da professionista. In generale il film per come è girato, per la fotografia mi è piaciuto, magari avrei scelto un altro attore al posto di Matt Damon perché per il tipo di personaggio sarebbe servito qualcuno con più carisma, tipo Michael Fassbender.

Federica: Io in ritardo ho visto Inside Out e so di aggiungermi al coro dei mi piace, ma erano anni che un film ‘per bambini’ non mi prendeva così. Tristezza è meravigliosa, ma il mio personaggio preferito è Rabbia, mi ha fatto morire dalle risate. Momento top la panoramica nei cervelli di uomini e donne. So che lo hanno detto già in molti, ma sono d’accordo sul fatto che non è un film per piccoli, abbassando la soglia d’età non ne capirebbero la bellezza.

Il commento della settimana lo vince Myriam che dalla Festa del cinema di Roma ci regala un parere degno del miglior Vincenzo Mollica:

Allora commento di “Room”: è il film che più mi è piaciuto tra quelli visti al festival. Brevemente parla di una madre e un figlio che vengono tenuti rinchiusi in un capanno che loro chiamano “stanza”. Ad un certo punto decidono di tentare la fuga. Non dico nient’altro per non spoilerare nulla. Detto così sembra però un film un po’ banale, come ce ne sono tanti altri. In realtà è un film molto più incentrato sullo stato emotivo dei personaggi che non sul l’azione e questo suscita nello spettatore una fortissima empatia. I monologhi del bambino sono bellissimi e l’attore, seppur così piccolo, gli rende davvero giustizia“.

Per oggi è tutto, vi invito a continuare a commentare i film in sala qui sul blog, via mail, su Facebook, Twitter e Instagram (se non mi seguite su questi social che aspettate?

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