Festa del Cinema di Roma, l’incontro con Frances McDormand e Joel Coen

Come ben saprete si sta svolgendo in questi giorni la Festa del Cinema di Roma, Festa e non Festival, proprio a voler sottolineare il cambio di registro rispetto alle precedenti edizioni. Purtroppo, ma sarebbe più corretto dire per fortuna visto che questa volta lavoro, io non sono potuta andare con mio sommo dispiacere, perché pur se diversissima da quello di Venezia, io l’ho sempre amata come kermesse.

In mio aiuto però è arrivata un’inviata davvero speciale che nella vita fa proprio tutt’altro, ma che forse per qualche strana trasmissione genetica familiare è appassionata di cinema quanto me e soprattutto mi vuole davvero tanto bene, perché solo con queste due motivazioni una persona potrebbe decidere spontaneamente di registrarsi ore ed ore di masterclass e mandarmele su dropbox.

Oggi quindi ho finalmente potuto sbobinare (oddio quanto mi mancava dirlo!), l’incontro con una delle coppie – concedetemelo – più raffinate ed eleganti del patinato mondo Hollywoodiano, ovvero Joel Coen e Frances McDormand. I due sono stati molto generosi con il pubblico, hanno parlato del loro sodalizio artistico e commentato le clip tratte dai loro lavori, come Blood Simple, il film che li ha fatti incontrare. Stanno insieme da 31 anni, hanno fatto sei film insieme e posso dirvi che anche solo ascoltando le registrazioni sono una coppia davvero affiatata, senza bisogno di mostrare, senza sensazionalismi, due persone normali che hanno la fortuna di riuscire a condividere un lavoro che è una grande passione.

coen mcdormand

“Ci siamo conosciuti a New York – dice Joel – durante i provini per Bood Simple, fu una giornata lunga e faticosa”. “Holly Hunter mi chiese di partecipare al provino – dice Frances – e ricordo che entrai in teatro e c’era Joel che fumava da tutto il giorno, così mi accesi una sigaretta anche io, lui mi chiese di tornare più tardi, ma io gli risposi non potevo perché il mio ragazzo aveva appena ottenuto una parte in una soap opera e non potevo non vederlo. A quel punto Joel mi propose di tornare verso le quattro del pomeriggio e solo diverso tempo dopo mi rivelò che mi venne data la parte per la risposta che diedi all’inizio!”.

Blood Simple è l’unico caso di film che viene riproposto al pubblico in versione ridotta, di solito le riedizioni contengono minuti in più voi invece non lo avete fatto, come mai? “Raramente vediamo i nostri film una volta che sono usciti – spiega Joel – dieci anni dopo però in occasione di un premio vinto da Blood Simple io ed Ethan ci siamo ritrovati a vederlo e ci siamo accorti che c’erano dei punti dei quali non eravamo proprio soddisfatti, dal punto di vista del montaggio, avendo imparato anche cose nuove in quei dieci anni. Togliendo dieci minuti pensavamo potesse migliorare, rivedendo anche qualche vecchio film ci rendiamo poi conto che alcune cose potessero essere fatte diversamente”.

“Prima di iniziare la lavorazione del film sono tornata al mio vecchio lavoro di cameriera e mi feci prendere dal panico durante la lettura della sceneggiatura – racconta Frances – perché mi resi conto che c’era una scena in cui io ero su un letto e dovevo fare l’amore con un uomo e quindi mi sarei ritrovata nuda, perciò dissi a Jo che forse non sarei stata in grado. Lui rispose ‘non preoccuparti, questo è un film basato non sul sesso, ma sulla violenza (ride). A quel punto mi sono detta, beh posso fidarmi di quest’uomo, nel bene e nel male”.

Vengono poi mostrate clip da Arizona Junior e Crocevia della morte. 

Da questi film in poi Joel ha iniziato a pensare dei ruoli specificamente per Frances? ” Beh diciamo che sono quattro o cinque gli attori per i quali scriviamo i personaggi che poi interpretano, questo perché ci fanno riflettere sulle linee narrative, e sui personaggi che vogliamo poi portare sul grande schermo”.

Nel momento in cui siete diventati una coppia, hai visto Joel cambiare come regista nei tuoi confronti Frances? “Si, so che oggi parliamo in particolar modo della nostra collaborazione professionale, ma quello che sto per dire vale anche per chi ha lavorato e lavora con noi, professionalmente abbiamo imparato molto l’uno dall’altra, ho visto Joel evolvere professionalmente, lui ha migliorato il suo rapporto con gli attori ed io da attrice ho imparato a gestire meglio il rapporto con il regista e mi sono vista non solo come un’attrice che ha un parte importante, ma come qualcuno che partecipa in toto ad un contesto drammaturgico più ampio. Abbiamo avuto anche scambi dati dalla mia esperienza con altri registi”.

joel coen feat mcdormand

Viene mostrata una clip dal film ‘L’uomo che non c’era” (commento dell’inviata ‘E’ un film bellissimooo’).

E’ mai accaduto che Frances chiedesse di avere una parte specifica, o che collaborasse attivamente alla sceneggiatura? “Le nostre storie nascono da lunghi scambi tra me ed Ethan, che possono durare settimane o addirittura anni – spiega Joel – si parte da alcune idee che ci vengono proposte o che ci vengono in mente, e alcune di queste si sviluppano, altre no, ma fondamentalmente il processo di scrittura riguarda solo noi due, non vale solo per Frances ma anche per gli altri attori che lavorano spesso con noi”.

Frances è una grande fan di Anna Magnani, quindi vorremmo sapere se ci sono altre attrici oltre alla Magnani stessa che l’hanno ispirata. “Anna Magnani è stata per me una scoperta perché non la conoscevo, conoscevo il suo nome, e mi colpirono alcune sue foto, aveva un’intensità nel volto, un modo di mostrare sentimento che tante attrici americane non sapevano e non sanno fare. Mi interessava come attrice, ma anche come donna e volevo conoscerla di più, e grazie ad Internet ho potuto vedere alcuni dei suoi film, perché in dvd non sono molto facili da trovare negli Stati Uniti. E’ una grandissima attrice che nasce dal teatro e probabilmente è anche per questo che provo così tanta empatia nei suoi confronti, oltre al fatto che lei veniva sempre identificata con la città di Roma, così come io vengo sempre identificata come una donna americana della classe lavoratrice, certamente non dell’alta borghesia o degli strati più alti della società.

Infine alla domanda su quale sia il segreto per un matrimonio così duraturo, Joel pare in difficoltà stuzzicato dalla moglie che alla fine risponde: “Avere sempre storie diverse da raccontare.  Bisogna tornare a casa e avere molto di cui parlare, inoltre per noi è stato molto importante crescere nostro figlio (adottato dalla coppia circa venti anni fa). Il nostro matrimonio ha affrontato tre fasi, abbiamo lavorato molto insieme, poi abbiamo cresciuto nostro figlio Pedro e ora che lui è ormai grande, inizia una nuova fase per  noi”.

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