Revenant, recensione senza spoiler: DiCaprio meraviglioso, ma…

the-revenant

Stavo pensando che in questo periodo ogni anno molto probabilmente a DiCaprio fischiano le orecchie in maniera continua. Quando esce un suo film ormai non si parla più solo della pellicola in se, ma ‘glielo danno o non glielo danno l’Oscar?‘. Una questione spinosa diventata un vero tormentone e dire che ci sono attori già premiati in passato che vengono candidati ormai di default e non sempre vincono (citofonare Meryl Streep), attori bravissimi che non sono mai stati candidati (citofonare Jim Carrey) e attori che non proprio meritavano la statuetta ( scusa Gwyneth Paltrow, io ti adoro, ma Shakespeare in love non è il tuo miglior film). Insomma, ci piace perculare proprio Leo, forse per la sua aria perfettina?

Ieri ho visto Revenant, pellicola della quale mi hanno parlato tutti benissimo, e che ho in parte molto apprezzato, ma che non mi ha colpita come avevo immaginato.

La storia in breve è quella di Hugh Glass, esploratore che durante una spedizione nelle terre vergini americane, rimane vittima di uno scontro quasi mortale con un orso. In fin di vita e lasciato dai compagni nelle mani di due uomini che tutto vorrebbero, tranne occuparsi di lui, rischia prima la morte e poi inizierà con fatica un lunghissimo percorso per raggiungere i compagni e vendicarsi del suo aguzzino…

revenant neve

Partiamo dalla cosa principale: Leo è meraviglioso e su questo credo ci sia poco da discutere. ‘Ma avrà detto sì e no 4 frasi‘ ha obiettato il lettore medio, e si, lui parla pochissimo, ma il punto è proprio questo. Con le sole movenze del corpo ed espressioni facciali DiCaprio ti esprime un caleidoscopio di emozioni: sofferenza, dolore profondo, rabbia, arrendevolezza e poi determinazione. Io lo trovo sinceramente migliorato tantissimo dai tempi di Titanic e quando penso che non possa essere più bravo di così, lui mi stupisce ancora. È davvero una prova attoriale notevole e la sua immedesimazione nel personaggio  mi ha ricordato il Robert De Niro dei vecchi tempi.

In generale Revenant è un film di tutto rispetto. Merita di essere candidato per Miglior Film? Si, assolutamente.

Sarei folle se dicessi che ‘è una merda‘, Iñárritu è un regista immenso, ma si, sono uscita da quella sala con diverse perplessità.

Quello che rende Revenant un film da Oscar è tutto racchiuso nel suo involucro puramente tecnico: una regia ineccepibile, raffinata e mai banale; una fotografia che incanta, che rende giustizia alla meravigliosa natura incontaminata; e Leonardo naturalmente, che così diretto tira fuori una interpretazione che dovrebbe per forza essere premiata con l’Oscar ( ma ehi, l’Academy lo scorso anno ha premiato Matthew McConaughey che fino a dieci minuti prima interpretava il surfista in commedie tutte uguali, quindi occhio).

Perché allora non mi ha convinta? Cito gli opinionisti di Amici di Maria: ‘ sei bravo, ma non mi sei arrivato‘, ‘sei tutta tecnica, ma poco cuore‘.

revenant paesaggi

Il film non ti lascia entrare a livello emotivo, è una bella e grandiosa lezione di ottima regia, ma a parte l’ansia terribile trasmessa da DiCaprio ad ogni mugolio, non ti fa empatizzare. Minutaggio eccessivo  ed il resto dei personaggi senza un minimo approfondimento sono dei figuranti, e sì che gli attori che li interpretano sono molto bravi: Tom Hardy è una conferma e Domhnall Gleeson una piacevole scoperta.

Insomma bravo Iñárritu, bravissimo, superlativo Leo, ma lui da solo non basta a compensare la mancanza di cuore.Ve ne consiglio la visione, anche per goder dei meravigliosi paesaggi, forse non caricandovi di troppe aspettative entusiastiche come ho fatto io.

Piccola postilla: non mi stancherò mai di ripetere che il doppiaggio italiano è tra i migliori al mondo, che abbiamo molti bravissimi adattatori, ma questa volta non ci siamo e parlo della scelta delle voci. Domhnall Gleeson è un ragazzo e come potete constatare ha dunque una voce giovane: Pino Insegno? Ma siete seri?

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