La domenica dei ciccioni: Torta Mantovana e Romanzo Criminale

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Nel secondo appuntamento di questo 2016 con La domenica dei ciccioni, vi sto sfoderando una delle mie serie del cuore.

Giusto qualche tempo fa cercavo inutilmente di convincere la mia amica Giorgia, che recuperare le due meravigliose stagioni di Romanzo Criminale, fosse cosa buona e giusta. Davanti alle sue obiezioni che per me non stanno in cielo ne in terra (“non mi coinvolge”, “mi piace solo quando mi citi tu qualche battuta”, “mi annoio”, “mi piace solo il Dandi”), mi sono fermata a riflettere su come sia possibile che una persona possa non essere affascinata da questa serie e non ho trovato un solo motivo (tranne forse il problema dialettale, ma la mia amica Giorgia è romana come me e ride quando minaccio di ‘parcheggiarla’), e anzi ho deciso di elencare anche a voi – sperando di smuovere lei – le ragioni che dovrebbero farvi recuperare a partire da questa domenica di Gennaio, questo capolavoro bonsai di Stefano Sollima.

libanese

Questa è una recensione per me difficile: ho paura di non riuscire a mettere su carta quanto sia meravigliosa questa serie, di trasmettervi il mio stesso entusiasmo.

Cominciamo quindi dalle piccole cose: sappiate che io ho visto entrambe le stagioni 4 volte e se avessi facoltà di farlo, mi farei resettare la memoria pur di ricominciarle da capo.

Che cosa ha Romanzo Criminale di tanto speciale? Beh innanzitutto è tutta italiana (Cattleya e Sky Cinema producono basandosi sul romanzo omonimo di De Cataldo), ma potrebbe tranquillamente passare per un prodotto straniero, di respiro internazionale. So di non essere giusta, perché ci sono molte altre produzioni nostrane valide, ma c’è da dire che ancora non siamo al livello americano per esempio, abituati a girare ogni episodio come se fosse qualcosa di pensato per il cinema.

Romanzo Criminale – qualora aveste vissuto in una grotta – narra quindi le vicende di quella che è nota come Banda della Magliana, che ha praticamente dominato la criminalità organizzata romana per ben quindici anni intessendo rapporti con mafia, camorra e servizi segreti. Le loro scorribande criminali si intersecano con le loro vicende private, mentre un Commissario di polizia cerca di incastrarli.

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La cosa che salta subito all’occhio è la minuziosa ricostruzione, sia da un punto di vista prettamente storico che nella cura nei dettagli come le location (il Bar di Franco, la casa chiusa di Patrizia, il Commissariato), che nel look e nei costumi.

Poi c’è di buono che il cast è composto di attori tutti bravissimi, o comunque convincenti se ben diretti: per dire che Marco Bocci/Commissario Scialoja è perfettamente nel ruolo, e devo dire che dopo questa produzione, non sono più riuscita ad apprezzarlo. Devo dirlo, forse chi mi ha convinto di meno  è Alessandra Mastronardi, ma forse è per il confronto per me impari con la Roberta portata sul grande schermo da Jasmine Trinca.

Non è facile trasporre in tv una serie dopo il grande successo del film omonimo, soprattutto se ad interpretarti il Libanese era Pierfrancesco Favino: io però non sono più riuscita a guardare il film di Placido con gli stessi occhi affascinati e vorrei che tutti guardaste il lavoro meraviglioso fatto da Francesco Montanari. Cosi come quello di Vinicio Marchioni e di Alessandro Roja, sono in parte, sono a loro agio.

La sceneggiatura a prova di bomba è un altro motivo che dovrebbe spingervi a dargli una possibilità: si alterna dramma e commedia, ricostruzione storica e piccole licenze, insomma, avrebbe potuto tranquillamente essere portata sul grande schermo stile filmone fiume come fatto per La meglio gioventù.

MA mi rendo conto che non bastano le mie parole quindi ho selezionato con gioia per voi delle clip molto significative, in modo da darvi l’idea di cosa vi state perdendo.

Il momento in cui tutto ha inizio, il mitico ‘Piamose Roma‘, pronunciato da Libano:

La banda inizia a crescere e farsi strada alla faccia del Terribile (ah non vi ho detto che c’è pure una colonna sonora azzeccatissima?)

La resa dei conti col Terribile feat colonna sonora powered by Califano:

Il Freddo è in carcere e la Banda cerca di tirarlo fuori, rintracciando un certo Nero (interpretato da Emiliano Coltorti, bravissimo). E qui ammirate il Bufalo:

Ed ecco dunque l’incontro con Il Nero:

Gli uomini della Banda tengono molto alla felicità sentimentale dei propri membri, così quando Patrizia fa soffrire il Dandi, intervengono a modo loro:

E quando i piccoli criminali alzano troppo la testa, ecco il metodo Banda della Magliana:

La banda in carcere reagisce a modo suo agli interrogatori di Scialoja e del povero santissimo Borgia:

Per concludere vi dirò che non è una serie volta a beatificare il criminale, anzi: è dura e cruda nel mostrare la loro spietatezza, avidità e debolezza, così come anche quella degli uomini di legge, che non sono dipinti come degli eroi dall’armatura scintillante.

Insomma il mio consiglio è di prendervi questa domenica, farvi una bella torta con tazza di the e recuperare questo gioiellino.

Pertanto ecco qui la ricetta della torta mantovana, che altro non è che una morbidissima torta coperta di pinoli, profumata di vaniglia e dalla realizzazione davvero semplice.

Ingredienti:

250 gr di farina

250 gr di zucchero

250 gr burro

2 uova intere più 2 tuorli

2 bustine di vanillina

1 pizzico di sale

1 Limone

50 gr di pinoli

Preparazione:

Mettere nel frullatore zucchero, buccia di limone, sale, vanillina e burro a pezzi (precedentemente lasciato ad ammorbidire fuori dal frigo). Frullare e poi aggiungere alternandoli uova e farina.

Stendere l’impasto in una teglia bassa e schiacciarvi sopra i pinoli e cuocere per 20 minuti a 180°, deve comunque rimanere morbida. Una volta fredda, cospargere di zucchero a velo.

Buon pomeriggio e buona visione!

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2 pensieri su “La domenica dei ciccioni: Torta Mantovana e Romanzo Criminale

  1. Ciao sono Giorgia, non ce posso fà niente, a me Romanzo Criminale non riesce a piacemme 😭😭😭. Prometto di iniziare a rivederlo e una volta visionato daró la mia conclusione… Naturalmente se inizieró a parlare come il Libanese avevi ragione tu 😜😜😜

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