Steve Jobs, recensione del film con Michael Fassbender

Steve Jobs - film

Come ogni anno, sto pian piano vedendo tutti i film che in un modo o in un altro saranno protagonisti della cerimonia degli Oscar. Ho già avuto modo di vedere Revenant, e di recuperare The Martian ed Il ponte delle spie.

Steve Jobs di Danny Boyle non rientra con mio disappunto nei candidati a Miglior Film, ma i suoi protagonisti, Michael Fassbender e Kate Winslet concorrono rispettivamente come Miglior Attore protagonista e Miglior Attrice non protagonista.

Ammetto di aver fatto diversi paragoni mentali con Jobs, pellicola dedicata al fondatore di Apple con protagonista Ashton Kutcher, ma non è questo il luogo adatto per parlarne.

Partiamo dalle basi: il film mi è piaciuto. Ho alcune piccole perplessità da spiegarvi, ma è sicuramente una pellicola degna di nota, che per me avrebbe potuto tranquillamente concorrere nella lista dei Migliori Film in questa edizione degli Oscar.

Tratto dalla biografia ufficiale di Steve Jobs, il film è stato sceneggiato da Aaron Sorkin e questo si vede tutto: lo stile, i dialoghi sferzanti, le scelte stilistiche, ricordano tantissimo il The Social Network di David Fincher.

kate_winslet-jobs

La cosa che mi ha attratta particolarmente di questa pellicola è la scelta di narrare la storia di Jobs in maniera non proprio canonica: vengono infatti portati all’attenzione del pubblico, tre eventi fondamentali nella vita lavorativa del geniale imprenditore e ne viene narrato il dietro le quinte, mostrandoci quindi lo Steve Jobs privato. Quando il film inizia infatti il protagonista è già ‘qualcuno’ e rifiuta di prendersi cura di quella che lui non vuole riconoscere come sua figlia.

steve_jobs_fassbender

Quello che ne viene fuori non è un ritratto edificante: premesso di non sapere nulla della sua vita privata, Jobs ci viene mostrato come uno stronzo, arrogante con grossi problemi di anaffettività, incapace di ammettere i propri errori e di mettersi in discussione. Un padre fino ad un certo punto terribile, che pretende di trattare la figlia che lo adora come se fosse sua pari, di punirla in maniera anche crudele, senza mai ammettere che forse è lui che è un po’ un padre di merda. Certo un uomo brillante, carismatico e geniale nel riconoscere anche il talento altrui e metterlo al proprio servizio. ‘Io dirigo l’orchestra’, dirà ad un certo punto.

A sopportarlo solo la sua fidata assistente ed ufficio stampa Joanna, una brava Kate Winslet, che non si trasforma fisicamente, non si veste da uomo, ma porta in scena con forza il ritratto di una persona in grado di capire le debolezze del suo capo e amico, e di mettere anche in discussione se stessa, come complice degli errori fatti da lui.

Michael Fassbender è superlativo in questa prova. Non somiglia fisicamente a Jobs come Ashton Kutcher, ma mi ha tenuta attaccata allo schermo con i suoi monologhi, con la sua forza, ho davvero dimenticato per due ore che lui non è davvero Steve Jobs.

La cosa che mi ha lasciato perplessa è stata la scelta di non raccontarci proprio tutto della sua vita privata: il film si concentra sul rapporto di Jobs con alcune figure cardine, la figlia Lisa, Joanna, John Sculley e Steve Wozniak e con il fantasma dell’esser stato dato in adozione. Eppure sappiamo che nella realtà Jobs si è poi sposato, ha avuto altri figli, mentre questa pellicola tagliando tutto questo ce lo mostra come un uomo solo che ha avuto una relazione surrogato con la sua assistente, l’unica donna in grado di sopportarlo. E’una scelta di sceneggiatura stramba devo dire, ma evidentemente necessaria per non distogliere l’attenzione dal suo rapporto con Lisa e delle ripercussioni che la sua vita privata porta nel lavoro.

Sono curiosa di rivederlo in lingua originale, anche se questa volta mi sembra sia stato fatto un buon lavoro di doppiaggio.

Andate a vederlo per ammirare Fassbnder, non vincerà l’Oscar magari, ma sicuro vi intratterrà per due ore!

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3 pensieri su “Steve Jobs, recensione del film con Michael Fassbender

  1. Ciao, ho scoperto il tuo blog poco fa – cercavo l’Autobiografia burlesca di Mark Twain. Ho visto il film, ma non mi ha colpito. Sarà perché già il personaggio in sé non mi ha mai avuto su di me tanta forza d’attrazione, ma l’ho trovato un film fatto bene, tuttavia per me non molto…utile. Intendo dire, non mi ha detto molto di Steve Jobs. Per il resto, sono una fan sfegatata di Fassbender e m’è piaciuto, come anche Kate Winslet. Ciao!

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