The Story of film: An Odissey, grazie Netflix

Era da tempo che volevo parlarvi di Netflix, giusto perché fino ad oggi non ne ha mai scritto nessuno no?

Mi sono abbonata praticamente il giorno dopo in cui la piattaforma è stata resa disponibile in Italia. Che ne penso?

In generale, lo trovo geniale, pratico soprattutto perché non richiede chissà quale potentissima connessione Internet, io l’ho utilizzato anche quando qui nel mio sottoscala di Harry Potter i 7 mega me li sognavo, è accessibile grazie a diverse fasce di prezzo ed ha diverse sezioni.

Non mi piace molto la sezione Film, forse perché più della metà li ho già visti o perché stavo per avere un’esperienza extracorporea il giorno in cui ho visto che Tutto su mia madre di Almodovar era stato inserito nella categoria commedia.

Per quel che riguarda le serie tv è ottimo perché ci sto recuperando serie vecchiotte che non avevo mai visto (Orange is the new black, Sherlock, Modern Family), anche se lo ammetto, non soddisfa appieno il mio appetito di mangiatrice seriale di serie, visto che con quelle che amo sono praticamente in pari con gli Usa, non capisco perché non possano, delle serie che distribuiscono, inserire episodi sottotitolati (ragazzi dai, Suits alla terza stagione!!).

Il motivo però che mi spinge a consigliarvi Netflix è invece la categoria meno sponsorizzata, quella Documentari. Durante le ferie natalizie mi sono imbattuta in questo documentario ad episodi, The Story of film: An odissey.

No, non vi sto consigliando qualche polpettone doppiato dalla stessa voce di SuperQuark, come ha fatto in passato il lettore di fantasia, mettendomi davanti una roba di Sky sui traffici di droga, che più volte mi ha fatto pensare a come uccidermi durante la visione per la noia.

Come potete facilmente intuire dal titolo, il documentario si occupa naturalmente della storia del cinema, dalla sua nascita, fino ai giorni nostri: sono 15 episodi da più o meno un’ora, diretti da Mark Cousins, critico irlandese, che ha ne scritto anche il libro omonimo.

Ogni episodio si concentra su si un determinato periodo, citando una quantità enorme di pellicole diverse, alcune anche meno note e ne sono felice in quanto non mi ritengo una tuttologa del settore ed è per me sempre un piacere imparare cose nuove. Il mio preferito è l’Episodio 2, Il sogno Hollywodiano, perché si parla di Buster Keaton, ma anche Episodio 14, Il nuovo cinema indipendente Americano, e la Rivoluzione Digitale.

La cosa secondo me interessante di come è stato costruito questo documentario, è l’assoluta fruibilità da parte di chi ama il cinema come pura e semplice forma di intrattenimento, senza aver mai ‘studiato’, tutto quello che vi si nasconde dietro. Insomma, non è necessario sapere chi è stato George Méliès, perché lo scopo è proprio quello di raccontare senza troppi fronzoli come è nata quella che è nota come ‘settima arte‘.

Altra cosa accattivante il montaggio e lo stile, molto documentaristico ma anche capace di tenere alta l’attenzione e credetemi, 63 minuti volano in un soffio.

Di seguito – no, non ringraziatemi – vi linko dei video per aiutarvi a capire di cosa si parla e no, Netflix non mi paga per scrivere ciò, anzi mi è appena arrivata una mail in cui mi chiedono di caricare la mia carta di credito, altrimenti niente Modern Family!

 

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