Carlo Lucarelli -Muse Inquietanti, l’arte che ci piace

Complice la primavera, sono stata colta da una leggera pigrizia da intrattenimento visivo: prima ero tutta ‘ceniamo presto così ci possiamo vedere tre episodi o un film di tre ore‘, ora procedo a rilento, una puntata, un filmetto, il cinema sempre però.

In tutto ciò ho però fatto una nuova scoperta, perché finito il documentario A Story of film: An Odissey, mi sentivo in astinenza da questo genere. Così girovagando sull’on demand di SkyGo ho trovato questo Muse Inquietanti di Carlo Lucarelli.

Io di Lucarelli sono proprio una groupie: ho visto tutte le puntate di Blu Notte, Misteri Italiani, Lucarelli racconta, ho letto parecchi dei suoi romanzi. L’Ispettore Coliandro, no, non mi piace e non riesco a guardarlo, ma sospetto sia perché mi urta il sistema nervoso  l’attore protagonista.

Se conoscete lo stile di Carlo (mi permetto di chiamarlo per nome perché lo seguo da talmente tanti anni che lo sento come uno di famiglia), potete immaginare più o meno di cosa si tratti. Si indaga sul mondo dell’arte, si racconta un fatto misterioso portando in scena tutta l’arte che lo circonda e ne fa parte.

Quindi vediamo il giornalista e conduttore alle prese con il furto della Gioconda, con il suicidio di Borromini, con Caravaggio e la mafia: tutto in episodi brevi e girati con lo stile del giallo, cui Lucarelli e il suo ‘questa è un’altra storia, teniamola da parte‘, ha abituato i suoi spettatori.

Questo è quello che io chiamo ‘intrattenimento intelligente‘, perché magari mi concedo un episodio mentre mi preparo per il lavoro, o cucino, o sono impegnata a scrivere: mi fa compagnia e mi educa, perché amo il mondo dell’Arte, ma sento di non averne studiato abbastanza.

Sull’on demand di Sky Go, potete trovare la seconda stagione, per gli episodi precedenti dovete affidarvi allo streaming, a meno che adesso che c’è lo Sky Box sets, non si decidano a rendere disponibili puntate vecchiotte. Sono felice che Sky abbia deciso di ‘prendersi’ Carlo, ho avuto spesso l’impressione che la Rai non lo abbia trattato così bene, con la programmazione di vecchi suoi progetti.

Se avete tempo, curiosità o siete alla ricerca di qualcosa di nuovo da vedere, dategli una possibilità. Poi se lo stile di Lucarelli dovesse conquistarvi come ha fatto con me, cercate anche le sue vecchie puntate radiofoniche di Dee Giallo: storie misteriose spesso tragiche del mondo della musica. Ancora ripenso incantata all’episodio sul mistero della presunta morte di Paul McCartney.

 

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