Un mese di libri: cosa ho letto ad Aprile

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Aprile è stato un mese di letture variegate, alcune purtroppo non all’altezza di quanto affrontato in precedenza. Anche questo mese è stata presente la letteratura italiana ed inoltre sono stata anche io vittima del ‘caso editoriale dell’anno’.

Complice una provvidenziale bancarella di libri usati ho inoltre acquistato diversi nuovi romanzi e ho una bellissima tessera Mondadori ricevuta per il compleanno tutta da sfruttare.

Non ho ancora avuto modo di leggere i racconti inviatimi da Angelo Calvisi, perché avendo già in essere libri diversi, volevo dedicargli il giusto tempo e quindi Maggio è il mese giusto.

Vediamo:

Storia della bambina perduta (capitolo quarto de L’Amica Geniale) di Elena Ferrante.

E con Aprile si chiude la mia avventura con le Neapolitans Novels, così tradotte oltreoceano. Lo confesso, è stato traumatico realizzare che non avrei più letto di Lila e Lenù, ma la decisione di dedicarmi ad un libro al mese della saga si è rivelato utile perché ho avuto il tempo di metabolizzarlo e di giudicarlo lucidamente. Ad oggi posso dirvi che per quanto mainstream, e molto femminile, la saga de L’amica geniale è uno dei migliori romanzi corali che io abbia letto negli ultimi anni. Chi sia Elena Ferrante non mi toglie il sonno in realtà, ma è evidente che sia una tra Lila e e Lenù ed ovviamente napoletana. Le descrizioni che fa di quei luoghi, di quegli anni, sono troppo dettagliate, troppo pregne di passione e velata nostalgia, per pensare possano essere state scritte da qualcuno che non le abbia prima vissute in prima persona. In questo ultimo capitolo ho finalmente amato Lenù, che più volte avrei sbattuto al muro per il suo morboso e cocciuto attaccamento a Lila, per volere da lei un comportamento diverso da quello cui l’ha sempre abituata. Questa volta Lenù trova finalmente una sua identità, affrancandosi anche da quella merda di Nino Sarratore, mentre per Lila si profila davanti la più grande prova per una donna e madre. Il mio giudizio complessivo sulla saga è molto positivo: da un punto di vista stilistico si fa leggere volentieri e facilmente, e quei piccoli colpi di scena ad ogni capitolo rinverdiscono ogni volta la voglia di non smettere di leggere mai. I personaggi, per quanto tantissimi, non sono mai mere macchiette che vengono dimenticate da una pagina all’altra, anzi tutti in un modo e nell’altro prima o poi tornano. E poi ci sono le due donne protagoniste, tanto diverse per carattere, lignaggio ed estetica, tanto unite da un rapporto di interdipendenza tra loro e la città di Napoli. Così com’è l’opera si presta ovviamente ad un adattamento televisivo che è già in programma, per quanto non vorrei essere nei panni dello sceneggiatore che dovrà adattare quel mare di avvenimenti. Spero vengano fatte delle scelte di cast con coscienza, non dico napoletani purosangue, ma quantomeno non Gabriel Garki vari che simulano accenti.

Pista Nera – Antonio Manzini

Confesso di aver acquistato il libro dopo aver saputo che del romanzo stanno girando una trasposizione televisiva con Marco Giallini. I polizieschi italiani moderni non mi hanno mai completamente convinta, sarà che sono abituata ad Hercule Poirot o che pur amando alla follia Camilleri non sono riuscita a leggere Montalbano. In questo caso permangono per me i dubbi sopralencati, con la differenza che l’umorismo scazzato e romano doc del protagonista, me lo rendono subito vicino e mi spingono a continuare. Rocco Schiavone, Vicequestore violento e che odia il proprio lavoro, è talmente reale nell’essere così odioso, un vero – purtroppo – italiano del nostro tempo. Certo il libro in un certo modo, ci mostra il suo lato umano mentre è impegnato nelle indagini di un omicidio ad Aosta, città che odia. Non mi sento ancora di consigliarvelo come lettura relax, essendo il primo di una serie di romanzi con Schiavone protagonista, vorrei aspettare di leggerne almeno un altro. Lo stile non mi fa impazzire ve lo dico, ma come thriller è ben costruito.

La Gemella Silenziosa – S.K. Tremayne

Avevo letto di questo libro in un trafiletto all’interno di una rivista: oggi posso dirvi che non cadrò mai più nella trappola de ‘Il caso editoriale dell’anno’. Eppure la trama sembrava interessante, quella di una coppia con due figlie, gemelle e super unite, Kristie e Lydia. Quando Lydia accidentalmente cade da un balcone e muore, l’intera famiglia piomba nella disperazione e medita di trasferirsi, quando uno giorno la gemellina rimasta dice alla madre ‘perché continui a chiamarmi Kirstie, io sono Lydia, Kirstie è morta’. Da qui in avanti per i genitori inizia un vero e proprio incubo, divorati dal dubbio di aver confuso le loro figlie. Senza troppi giri di parole vi dico che purtroppo questo romanzo non mi è piaciuto, a causa di tanti motivi diversi. Quello fondamentale è che l’ho trovato un libro paraculo nel suo non voler mai mostrare cosa vuole essere. Un thriller? Una semplice storia sull’elaborazione del lutto? Oppure un romanzo sul paranormale? Intendiamoci, va bene anche essere tutte e tre le cose insieme, basta lasciarlo capire ad un certo punto al lettore e non tirarla per lunghe disorientando, fondamentalmente perché riducendola all’osso, la trama tolte le premesse iniziali è abbastanza inconsistente. Non vi racconto il finale perché magari qualcuno di voi vuole comunque provarlo. In quel caso davvero vi chiederei di raccontarmi cosa ne pensate.

Per questo mese è tutto, non ho letto tantissimo per i miei standard, ma L’Amica Geniale mi ha tolto diverso tempo.

Come al solito se avete titoli da consigliarmi ho se avete letto questi romanzi e volete commentare, siete i benvenuti.

 

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