Game of Thrones, recensione dell’episodio 7×03 ‘Queen’s Justice’

gotjondavos

Niente al mondo riesce a far diventare il lunedì il giorno più atteso della settimana, niente tranne Game of Thrones.

Con questo episodio siamo ad un livello qualitativo superiore: eventi narrativamente più veloci, colpi di scena (alcuni un po’ telefonati, altri da applauso). In base a quello visto fino ad ora, ‘Queen’s Justice’ è il miglior episodio della stagione.

Ma non indugiamo, che le cose di cui parlare sono tante:

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Jon arriva a Dragonstone con Davos e due soli guerrieri a fargli da spalla: insulti in simpatia tipo ‘ciao Bastardone‘ ‘ Come stai nano di merda‘ con Tyrion e già subito gli sequestrano le armi, mentre gli amichevoli Dothraki li osservano armati di falce.

got tyrionjon

Non so se ho fatto bene a venire qui” confida Jon a Tyrion. “Mah, la regina è pazza e ha un esercito di selvaggi che hanno giurato di uccidere per lei, ma tranquillo“, lo tranquillizza Tyrion mentre un drago a caso stufo delle presentazioni, gli sgomma sulla testa, così, tanto per lasciare intuire a Jon l’indole della loro mammina.

In queste ore ho letto molti commenti al grande incontro dell’episodio, ma benché ormai Got mi ci abbia abituata, sinceramente non vedo perché dovrei tifare per una love story tra due personaggi che non si sono mai visti prima, e che – piccolo particolare – sarebbero zia e nipote.

L’Ignifuga comunque avrà tante doti, ma sicuramente non quella diplomazia, così mentre Tyrion cerca di placare gli animi, lei e Jon si detestano dal primo momento: lei gli elenca i suoi ottocento titoli nobiliari “Madre dei Draghi, distruttrice di catene, Khaleesi, Miss Sagra del Fiore di Zucca 2012” e quello invece soffre di stress post traumatico e parla di eserciti, zombie e lasciar perdere queste guerre di poco conto per concentrarsi sul nemico comune, il cantante Death Metal leader di una gang di non morti.

Così, mentre Dany si offende a morte perché per la prima volta in vita sua ha incontrato un uomo che non subisce il suo fascino (almeno per questo episodio, poi tanto lo so dove vogliono andare a parare), Jon già carico a molla per il sereno ambiente casalingo in cui ha vissuto con Sansa fino a dieci minuti prima, le spiana sul muso un bel “senza offesa, ma tu chi cazzo sei, tuo padre (che sarebbe suo nonno) ha dato fuoco ai miei parenti e tu ancora ce la meni con sta storia del legittimo erede?“.

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Da questo dialogo comunque per me emerge quanto Jon sia un regnante molto più meritevole della piccola bionda incazzosa: lui il potere non lo vuole, ma non lo rifiuta perché sente la responsabilità di cui è stato investito e sente di dover proteggere la gente che gli da fiducia. Rischia di diventare carbonella per il fuoco davanti a una donna che non conosce, ma non gli importa, l’obiettivo che sta perseguendo è più importante della sua stessa vita, al punto che non vuole nemmeno che si sappia quella piccola cosa della resurrezione.

Dany per quel che mi riguarda esce distrutta dal confronto col King in The North: noi abbiamo visto le sue avventure e quanto sia capace di frantumarli a tutti, ma lei non capisce che non può pretendere appoggio da una persona che non la conosce, in nome di una legittimità che non è reale, perché suo padre è stato sconfitto da Robert Baratheon, rivendicando giorno e notte un regno che nemmeno sa come è fatto. Se lo facesse solo per impedire a Cersei di regnare col terrore lo capirei, ma sappiamo tutti che il motivo non è solo quello. Alla fine su consiglio di Tyrion accetta di dare a Jon sto benedetto vetro di drago, sguardi melodrammatici sulle balaustre di Dragonstone (ma perché Jon continua a portarsi in giro quel procione morto, non ha caldo lì?) e Dany ve lo dico, già lo guarda con gli occhi languidi riservati solo a Khal Drogo.

Ma solo a me sembra che a Peter Dinklage (Tyrion) piaccia molto recitare con Jon? L’ho trovato più dinamico del solito.

Brevi intermezzi, con dialoghi con metafore inquietanti tra Varys e Melisandre e Theon ripescato e schifato dall’intera flotta superstite del Sorello.

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Ad Approdo del Re, il popolo povero rigorosamente vestito in arancione, beige e marrone accoglie il ritorno di Re Polipone, che sembra appena arrivato dal pub crawl in una città irlandese a casaccio.  (Lo stesso popolo, attenzione, che quindici giorni prima scatarrava addosso a Cersei nuda, mah). Il bottino per Cersei come avevamo immaginato sono le due inutili, Ellaria la moglie di Renzi e la figlia incapace (pessima, pessima l’espressività nella cella, sono più disperata io quando trovo una lucertola in casa), mentre ad Euron spetta la nipote Yara.

La pena che mi fa Jaime non potete capire, costretto a subire le battute da osteria del pirata vestito di pelle, mi si stringe il cuore a vederlo così. Liberatelo.

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Sulla fine di Ellaria e figlia ci avrei scommesso una fortuna, figuriamoci se Cersei si faceva scappare l’opportunità della vendetta teatrale in stile Septa Unella. Però che palle, si, sei cattiva e senza cuore e pure un po’ malata di mente che ti viene voglia di intimità con tuo fratello dopo un omicidio, però basta: non ne posso più di vedere Cersei vestita di nero che tracanna vino e fa tutte quelle smorfie quando parla con quella voce un po’ bassa. Non vedo l’evoluzione del personaggio, sempre uguale a se stesso, una macchietta della cattiva che era nelle prime stagioni.

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A Grande Inverno, Sansa è piena, piena, piena di essere seguita ovunque da PedoBaelish, più pressante di un promoter Fittea e difatti ad ogni episodio gli risponde sempre peggio. Io al suo posto avrei approfittato della faccenda del poco cibo per rispedirlo subito a Nido dell’Aquila insieme a quell’altro tizio con l’armatura dorata, ma non possiamo mica pretendere che Sansa diventi intelligente tutta insieme. Ci chiedevamo tutti dove fosse finito Bran, ed eccolo arrivare a Grande Inverno: la maschera da Lady Ferro di Sansa si sgretola davanti alla vista del fratellino: una Stark reunion un po’ meno emozionante rispetto a quella con Jon, ma non perché Bran non sia felice di vedere la sorella.

L’attore ha ormai 75 anni, ma Bran nella storia è poco più di un bambino, che ha trascorso un tempo lunghissimo in una grotta con un uomo albero, un gigante che ripeteva solo Hodor e una ragazzina come lui, ha visto cose orribili, tra le quali gli Estranei, insomma non è proprio un esperto di rapporti umani, infatti la prima cosa che gli viene in mente di fare è terrorizzare la sorella ricordandole la sua notte di nozze con Ramsay, invece di raccontarle cosa gli è accaduto in quegli anni. Sono felice che Sansa non sia lì sola, e spero che Arya si sbrighi ad arrivare, perché con PedoBaelish nei paraggi non si sta mai tranquilli.

Ragazzi, Il Rieccolo si conferma anche questa stagione personaggio d’acciaio: non ci sono riusciti a fermarlo i 18 esili dell’Ignifuga, non ci è riuscito il morbo grigio. Gli rimangono fastidiose macchie da vaccino contro il vaiolo, ma per il resto è guarito, ora può tornare a cantare ‘Perché Margherita è mia‘ sotto le finestre di Daenerys. Per Sam invece i complimenti dell’Arcimaestro Lumacorno e una punizione come alle elementari.

Arriviamo al mio momento stilisticamente preferito: la battaglia di Castel Granito narrata dalla voce di Tyrion. Mi piace anche questa cosa che gli autori stiano rendendo le cose difficili a Dany. La regina senza draghi e pochi alleati, sta battendo quella favorita ai sondaggi ed è meraviglioso, perché non rende tutto troppo scontato. Ora spero che queste manovre andate male non si ritorcano contro Tyrion, l’ultima cosa che vorrei è vederlo spuntino per draghi.

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Ma la vera star della puntata è lei, Olenna Tyrell: la donna che sa morire con stile. Accetta serenamente la sconfitta, senza tanti giri di parole dice a Jamie che le fa pena, gli dice che il figlio era veramente idiota e poi, quando è tardi per ripensare al metodo più efficace per ucciderla, piazza lì, da grande giocatrice di poker, che è stata lei a uccidere Joffrey e Cersei ormai non può più farle nulla. Fine.

Considerazioni sparse:

Perché nemmeno un cenno tra Davos e Tyrion sul fatto che la battaglia di Blackwater ha portato alla morte il figlio del primo?

Perché la divisa nuova delle guardie reali di Cersei è uguale uguale ai guerrieri di Terracotta di Fantaghirò 2? Forse anche la Montagna Reloaded si sconfigge con l’acqua.

Ma quindi gli Immacolati sono bloccati per sempre a Castel Granito e Verme Grigio mi muore così?

Al solito per commenti, postille e altro, siete i benvenuti tra i commenti.

 

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