Game of Thrones, recensione dell’episodio 7×07 ‘The Dragon and The Wolf’

got dragonpit

Un’altra stagione di Game of Thrones si è appena conclusa, lasciandoci come al solito, domande, scene che abbiamo amato e recriminazioni varie. Quello che è ormai evidente a prescindere dai giudizi personali, è che la serie si allontana sempre di più da quelle che erano le prime stagioni, seppur ben girate, per avvicinarsi ad un prodotto squisitamente cinematografico: draghi ed effetti speciali a tutto spiano, battaglie, una imponente colonna sonora che anche in questo season finale è stata protagonista.

Alcune delle cose accadute in ‘The Dragon and The Wolf‘ sinceramente me le aspettavo pur essendo belle vederle sullo schermo, altre mi hanno lasciata perplessa, ma nel complesso posso ritenerlo un finale soddisfacente, più che altro preparatorio a quello che sarà la prossima stagione: e se in questa si è corso parecchio iniziando a tirare i remi in barca, nella ottava dovremo iniziare a farci anche il segno della croce per i personaggi che vogliamo arrivino fino alla fine.

Ad Approdo del Re, nonostante sia stato annunciato e spoilerata in tutti i siti di settore, vediamo finalmente il Dragonpit, il luogo dove i Targaryen tenevano i loro draghi e che purtroppo, costringendoli a vivere in uno spazio prestabilito ha decretato anche la loro fine.

Sembra una partita di Risiko: all’interno della città Jaime sistema come può i quindici soldatini che gli sono rimasti, mentre da fuori Immacolati (a quanto sembra fuggiti a nuoto presumo, da Castel Granito) e i Dothraki intonano cori da stadio contro i Lannister.

Questo imponente incontro riunisce moltissimi personaggi con tutti i siparietti del caso: Podrick e Tyrion, Tyrion e Bronn, Il Mastino e Brienne che quasi si vogliono bene.

Di Bronn non me ne vogliate, sono piena, ad un certo punto uno si aspetta che gli scrivano anche qualcosa di diverso su battute relative a quanto sia stronzo, bravo in battaglia e conquistatore di donne, senza patria e onore. L’incontro tra Pod e Tyrion invece molto carino.

got cersei jaime

Cersei naturalmente li odia tutti, ma fortunatamente è una brava giocatrice di poker quindi dissimula molto bene il fastidio ed il rosicamento nel vedere arrivare L’Ignifuga coi figli, che non solo le atterra in casa col drago più grosso impolverandole tutta la Fortezza Rossa, ma arriva anche in ritardo togliendole di fatto il ruolo di primadonna.

Sono piena anche di Re Polipone, era figo all’inizio, ma in questa puntata mi aspettavo dello spessore, qualcosa di più profondo delle battute politicamente scorrette su nipoti evirati e nani.

Il piccolo zombie incazzato terrorizza Jaime e finalmente riesce a farci vedere un’espressione diversa da quella perennemente schifata di Cersei: ma ovviamente mica è disposta a combattere senza volere nulla in cambio, non c’è mica la vita di tutto il continente in ballo. Abituata ad ottenere tutto quello che vuole non può accettare il rifiuto di Jon che proprio in quell’occasione con un tempismo eccezionale dichiara di aver accettato L’Ignifuga come sua regina (COSì DAL NULLA E SENZA CRITERIO, se non per guardarle le tette, visto che lei aveva già accettato di combattere con lui).

Game of Thrones Season 7 Episode 7

Ora, voi sapete quanto io ami Jon e sono molto d’accordo con il discorso sull’importanza delle parole e della verità: è un personaggio che è cresciuto molto, da ragazzino convinto di essere il miglior spadaccino della barriera a leader umile. Però ogni tanto vorrei vederlo giocare come gli altri, o sentirgli dire/fare qualcosa di politicamente scorretto. Mi andrebbe bene anche una parolaccia, insomma a volte sembra uno slogan elettorale.

Mi è piaciuta molto la scena tra Cersei e Tyrion: loro sono due grandissimi interpreti e ci sono così tante sfumature nel loro dialogo, il calcolo politico, il rancore, e anche un affetto residuo seppellito sotto quintali di cenere. Ora però, davanti al voltafaccia di Cersei, che prima promette aiuto e poi lo nega, mi chiedo se Daenerys non incolperà Tyrion di sapere tutto e di aver appoggiato il piano della sorella.

Ma parliamo di Jaime che finalmente si risveglia dal torpore: mi piace pensare che qualcosa abbia a che fare con l’incontro con Brienne, che da sempre per lui rappresenta una bussola morale. Ci ha messo sempre troppo per i miei gusti e la stima che ho del suo percorso, ma mai troppo tardi insomma. Credo che Cersei ancora non abbia realmente realizzato che no, Jaime non tornerà, perché ora la vede per quello che è, folle, come quel Re che ha dovuto uccidere e il cui omicidio lo tormenta da tutta la vita.

Ci sono cose trattate un po’ – usando un termine tecnico – a cazzo di cane, e la storia di Theon è un esempio. Okay la redenzione finale, ma credevo che quel punto lo avessimo già affrontato con il salvataggio di Sansa, così ho la sensazione che si sia sprecato un personaggio che non si sapeva altrimenti collocare.

got theon

E sono in disaccordo con il confronto con Jon: io sono la prima che crede nella redenzione di Theon e che quello che ha vissuto è stata una grande punizione, va benissimo che Jon anche con grande maturità se ne renda conto, ma insomma dirgli sei un Greyjoy e uno Stark mi sembra eccessivo, lo trovo ‘troppo’ detto da Jon, Theon ha tradito Robb, ha ucciso persone e costretto Bran e Rickon alla fuga, va bene la clemenza di noi spettatori, ma così mi tocca affibbiare d’ufficio il soprannome di SnowTeresa di Calcutta.

A Winterfell va in scena Shakespeare, o meglio la caduta in rovina di PedoBaelish. Tutto questo complottare, mormorare e insinuare alla fine gli si è rivoltato contro: ma sottovalutare una piccola assassina e un bambino veggente.

La scena nella sale grande è tra le mie preferite, per quanto non mi sia chiaro quando esattamente Sansa e Arya si siano messe d’accordo: se subito dopo il ritrovamento della lettera dello scandalo perché Sansa conosce bene il suo pollo o se grazie all’intervento del fratello 75enne. Il ricordo del tradimento di Ned, i richiami alla prima stagione, Arya fredda spietata assassina, ho amato tutto. Ned Stark dall’alto finalmente applaude. Ciao PedoBaelish, la tua morte si colloca accanto a quella dell’orrendo guardone col trench Pycelle in quanto a gioia.

A Dragonstone ormai le riunioni del concilio ristretto si sono trasformate in un cda dei Forrester in Beautiful: gente che si scambia occhiate spettegolando su  Jon e Daenerys, gente che fa finta di niente e gente come Il Rieccolo che ne è giustamente pieno quanto me, il tutto con un lieve accompagnamento di sax che notoriamente in Beautiful precede le scene d’amore e anche qui infatti è roba di minuti.

got raeghar lyanna

Ora veniamo al titolo dell’episodio: è da quando abbiamo visto il flashback nella Torre della Gioia che aspettavamo di vedere Rhaegar (il drago) e Lyanna (il lupo) e ora finalmente veniamo accontentati grazie a Bran e Sam che mettono insieme i pezzi della storia: Rhaegar è il padre di Jon ed è emozionante avere conferma che lui e Lyanna si amavano, non ci sono stati rapimenti e stupri. Io credo che alla fine, se anche Robert Baratheon avesse saputo che la donna che amava in realtà semplicemente non lo ricambiava, le cose non sarebbero andate molto diversamente, conoscendo l’ira ed il temperamento del Re. Però è bello sapere che Jon, o meglio Aegon, è il frutto di un grande amore.

Certo da una scena attesa da anni sinceramente mi sarei aspettato una maggiore lunghezza, magari sentire questo famoso Rhaegar parlare, che ne so VEDERLO IN FACCIA, insomma potevate darci di più. (Attore simile a Vyseris, bravi, ma io lo immaginavo diverso).

Tutto questo mentre nel frattempo Jon/Aegon Targaryen vero erede al trono di spade (perché dopo Il re folle diretto discendente era Rhaegar e dopo di lui i suoi figli), va a letto con la zia Ignifuga senza saperlo. Anche qui, sebbene io non approvi questa relazione, mi immaginavo maggiore pathos, ma credo avremo tempo di struggerci il prossimo anno, quando, sono pronta a scommetterci fin da ora, Daenerys rimarrà incinta e ne vedremo delle belle.

Infine, si chiude la stagione con un colpo di scena che guarda proprio nessuno si aspettava eh, chissà cosa avrebbe potuto farci il cantante Death Metal con il drago estraneo, ma io proprio non lo so eh.

got vyserion

La sequenza di Vyserionzombie che butta giù la barriera è girata molto bene e fa davvero molta paura: l’effetto sorpresa per me non c’era, tanto più che da mesi girava un poster che raffigurava il Re della Notte a cavallo di un drago che sputa fiamme blu. Io sono molto più preoccupata per Tormund, ma sinceramente per un personaggio così amato ed importante mi aspetto un altro tipo di finale, confido di ritrovarlo vivo e vegeto.

Cose che non mi sono piaciute:

  • La fretta nella ship Jonerys: quando parlo di fan service intendo la velocità con cui questa coppia si è formata, non abbiamo potuto avere approfondimento e considerato che Got non si basa proprio sulle storie d’amore, forse un pochino di attenzione in più su questo argomento non avrebbe guastato. Certo è chiaro che ora si deve chiudere e quindi si corre, ma abituati alla ‘lentezza’ delle precedenti stagioni, questo un po’ mi stranisce. Io però sono molto affezionata a Jon e finisco sempre per amarlo anche in coppia (a me, opinione impopolare, non faceva troppo impazzire manco Ygritte, non odiatemi);
  • La fretta nel flashback con Rhaegar e Lyanna;
  • Nessun tipo di scambio tra Jon e Cersei sul loro passato:  lei è responsabile della morte di metà della sua famiglia, almeno un piccolo accenno sarebbe stato gradito;
  • Nessun tipo di scambio tra Cersei e Tyrion relativamente al reale assassino di Joffrey: INSOMMA!
  • Nessuno che parla della resurrezione di Jon: ma vorrà dire qualcosa o no?
  • Un minimo di dialogo tra Jon e L’Ignifuga prima della trombata, va bene che ce lo aspettavamo tutti, ma questi a parte comunicare con gli occhi e con sfregamenti di mani sono sempre stati formali al limite del “Fantocci, Batti?” “Ma che mi da del tu?” “No dico, BATTI LEI?”;
  • Ma Spettro, dove lo avete messo?

Cose che mi sono piaciute:

  • La colonna sonora: Ramin Djawadi si supera ad ogni finale, in particolare ho apprezzato il brano Truth, e la rielaborazione di The Light of Seven, ormai tema di Cersei;
  • Le scene a Winterfell, brave tutti i fratelli Stark ed in particolare l’interpretazione di Sophie Turner, ottima messa in scena e giusta fine da pollo per PedoBaelish;
  • Il Mastino e Brienne che si scambiano storie belle su Arya;
  • Jaime che ritrova se stesso, un mix di sentimenti, il cuore spezzato, l’epifania su Cersei, il coraggio di andarsene, era ora.
  • La frase che Sansa dice ad Arya e che nei libri è Ned a dirla alla figlia minore per esortarla ad andare d’accordo con la sorella in quella città così pericolosa per loro che è Approdo del Re: “Quando la neve cade e i venti gelidi soffiano, il lupo solitario perisce, ma il banco sopravvive“.

 

Per il prossimo anno mi aspetto più approfondimento dei personaggi, anche dei principali, alcuni a volte un po’ piatti, Tyrion in particolare senza la scrittura di Martin dietro, ha perso smalto. Mi aspetto ancora più colpi di scena e spero non si opti per il finale tragico per Jon e Dany. Game of Thrones, stupiscimi ancora.

 

 

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4 pensieri su “Game of Thrones, recensione dell’episodio 7×07 ‘The Dragon and The Wolf’

  1. Jon teresa di calcutta mi ha fatto sentire male hahaha. Sono d’accordo sul fatto che in questa stagione non c’è stato approfondimento… Si è puntato e si punterà, credo, sull’elemento spettacolare. La cosa mi rattrista ma ormai lo show si ha creato una fan base stabile e fidelizzata quindi ormai campa di rendita.

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    • Lo so e mi dispiace moltissimo, anche perché già si vede che manca la scrittura di Martin, in più hanno deciso di stereotipare i personaggi appiattendoli, anche Jaime che stava attraversando un percorso di crescita ora ha fatto la scelta giusta, ma per gran parte della stagione sembrava solo rincoglionito!

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