Una stanza piena di gente: Daniel Keyes e la storia di Billy Milligan

una stanza piena di gente

Lo confesso: ho acquistato questo libro perché attratta dalla fascetta che recitava: “Diventerà un film con Leonardo DiCaprio!!“. Ho poi scoperto che in realtà questo film non è ancora – se mai lo sarà – stato girato, un vero peccato, perché il potenziale per una ottima interpretazione di Leo c’è tutto in verità.

Prima di iniziare il racconto di Daniel Keyes non avevo assolutamente idea di chi fosse Billy Milligan, la sua storia mi ha oltremodo turbata e riempita di pena per qualcosa che so, purtroppo, non essere frutto di fantasia.

Billy Milligan è noto in America per essere un criminale, diciamo importante per la storia giuridica statunitense, in quanto primo nel suo genere ad essere riconosciuto colpevole dei crimini imputatigli, ma al contempo assolto a causa della sua patologia psichiatrica.

Milligan fu infatti affetto dal disturbo di personalità multipla, patologia ancora oggi oggetto di studio e molto complessa nella sua definizione: provo a descriverla dicendo che accade quando all’interno della mente di un individuo avviene una frammentazione della sua personalità, come se effettivamente convivessero una o più persone diverse che prendono letteralmente il controllo della mente che li ‘ospita‘. Quando ciò accade chi ne è affetto non è consapevole, in quanto vittima di veri e propri lunghi vuoti di memoria, causati appunto dalla presa di controllo di una persona/personalità ospite.

Nel caso di Milligan il disturbo fu ancora più grave in quanto frammentato in ben 24 personalità, alcune di queste conviventi tra di loro in una sorta di armonia atta a proteggere Billy da se stesso, altre classificate come indesiderabili e materialmente colpevoli dei crimini a lui imputati: nello specifico Milligan fu accusato di stupro da tre donne, arrestato ed in carcere esaminato e successivamente curato.

Attraverso il racconto di Keyes conosciamo così innanzitutto i suoi avvocati e medici, i primi a rendersi conto, seppure con iniziale incredulità, di quanto stesse accadendo, ed in secondo luogo le sue personalità, o come preferiscono essere chiamate ‘Persone‘: Arthur, una sorta di capo, Ragen, il custode della rabbia che parla con accento Jugoslavo, Tommy il mago della fuga, Christene una bambina di tre anni, o Adalana.

Ci vorranno mesi, crisi, impiego di medici veramente persuasi della condizione mentale di Milligan per far emergere Il Maestro: ovvero la summa delle persone, colui che detiene i ricordi di tutti gli ospiti, il vero Billy.

Saranno i numerosi incontri con il Maestro, ed i dettagliati report medici (addirittura degli encefalogramma, che dimostrano come i pazienti affetti da disturbo della personalità multipla, presentino anche attività cerebrali diverse, come se si parlasse di cervelli diversi), a dare l’opportunità a Keyes di scrivere questo libro.

Il racconto di Keyes mi ha turbata, ma anche interessata molto: è scritto in un modo distaccato come mera descrizione di report di polizia e clinici in forma di cronaca, da lasciare al lettore la libertà di decidere da solo come sentirsi rispetto al protagonista e sono quasi sicura una volta chiarito non si tratti di un bravissimo attore, si sia tutti d’accordo che ispiri molta partecipazione per la sua condizione.

Ho molto apprezzato inoltre i due stili: lineare, preciso, molto dettagliato nella prima parte di cronaca che ci introduce alla storia e al calvario di Milligan, più frammentato e nebuloso man mano che ci si addentra nei ricordi di una vita del pur lucido Maestro.

Preferisco non addentrarmi troppo nei dettagli essendo principalmente qui per consigliarvene la lettura, posso dire che è un libro ‘forte‘, emotivamente impegnativo, sicuramente in alcuni momenti non una lettura rilassante.

Vi porterà sicuramente a voler approfondire, nonostante Keyes sia assolutamente esaustivo, la storia attraverso documentari, interviste, articoli di giornale.

Tornando al progetto del film con DiCaprio, The Crowded Room avrebbe dovuto essere diretto da Joel Schumacher ed uscire in sala nel 2017. Mi è oscuro come mai il progetto non sia andato in porto, mi sarebbe piaciuto vedere Leo raccogliere questa sfida, posso dire forse una delle più impegnative della sua carriera, non è facile interpretare un ruolo di questo tipo senza renderlo macchiettistico.

Nel frattempo, mi segnalano che nel film Split, il regista Shyamalan si è ispirato alla storia di Milligan per disegnare il personaggio interpretato da James McAvoy. Io non sono una grande fan di Shyamalan, non so se gli darò una occasione, ma nel caso procederò ad una recensione.

Una stanza piena di gente è edito da Editrice Nord, fatemi sapere cosa ne pensate qualora doveste acquistarlo, intanto se volete potete aggiungermi sul mio profilo Goodreads e partecipare anche voi alla reading challenge, io sto leggendo i libri accumulati sullo scaffale prima di procedere all’acquisto di nuovi.

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