I, Tonya – la recensione

I_Tonya

Prendete un soggetto, una storia, un personaggio che si vuole raccontare.

Ora, le possibilità sono due: potete decidere di raccontarla facendovi fagocitare ed influenzare, oppure trattarla con estremo distacco, senza farvi troppo coinvolgere e/o condizionare dalla vostra opinione.

I, Tonya, in sala in Italia il 22 Marzo, ma in America uscito ormai da tempo, rappresenta decisamente il secondo caso. Ma procediamo con ordine.

Craig Gillespie (di buono ha all’attivo ‘Lars e una ragazza tutta sua’), ha preso la storia della pattinatrice Tonya Harding e ne ha ricavato un, come vogliamo chiamarlo, quasi biopic che però è anche una black comedy.

i tonya allison janney

Per chi come me, ignora le vicende ed i protagonisti del pattinaggio agonistico mondiale, vado brevemente a spiegare: la Harding è una (ex) pattinatrice sul ghiaccio, nota principalmente per due motivi: aver eseguito come seconda a livello mondiale dopo Midori Ito un triplo axel durante una competizione ufficiale e per essere stata coinvolta nel caso di Nancy Kerrigan, sua rivale che fu aggredita e costretta a ritirarsi momentaneamente dalla competizione, mentre le indagini della polizia portavano alla luce che ad ordinare tale crimine fu proprio Jeff Gillooly, ex marito della Harding, se non con la complicità della stessa, quantomeno con il suo silenzio.

margorobbie

La pellicola racconta la storia della Harding dai primi passi mossi nel pattinaggio già dall’infanzia, il controverso per non dire terribile rapporto con una madre quantomeno sopra le righe, indecifrabile ed assolutamente incapace di provare empatia o un moto di tenerezza nei confronti della figlia, l’amore per lo sport e la relazione con Jeff Gillooly, appassionato, ma terribilmente violento marito.

Infine il caso Kerrigan: tutto questo girato con uno stile documentaristico, con interviste ai personaggi e soprattutto un montaggio mai noioso e veloce, cosa ormai consentitemi di dire, sempre più rara almeno nei film che ho visto ultimamente, e da inizio 2018 ne ho visti parecchi.

Questo film non brilla per chissà quale incredibile trovata o storia, di biopic e black comedy così ne ho visti moltissimi, ma l’ho trovato una visione piacevole, almeno per due pregi: Margot Robbie e la scelta di come raccontare la storia di Tonya.
La Robbie la conoscevo solo per ‘Suicide Squad’ eppure devo dire che qui davvero brilla ancor di più per doti recitative, è un vulcano e la sua nomination agli Oscar come migliore attrice protagonista è del tutto meritata (ma la statuetta, perdonami Margot, la merita Frances McDormand), tira avanti tutto il film grazie anche all’aiuto della formidabile Allison Janney (candidata come miglior attrice non protagonista) e un Sebastian Stan che offre una interpretazione più di pancia e scongelata di tutte le scene da Soldato d’Inverno nei Marvel.

tonya

Seconda cosa per me molto importante è l’assenza totale di quei toni trionfalistici che agli americani piacciono tanto, in favore come dice Tonya stessa, del fatto che ‘ognuno ha sua verità che (si) vuole raccontare’. Niente ribaltamento totale della realtà per celebrare un personaggio o condanna assoluta, niente pietismi, solo la vita di Tonya né più né meno, si può obiettare solo per la sua tremenda capacità di fare sempre e solo la scelta sbagliata in un meccanismo di auto-sabotaggio impossibile da disinnescare.

In ultimo, anche se per me non fondamentale, una buona colonna sonora, prima fra tutti la bella Goodbye Stranger dei Supertramp.

I, Tonya è comunque un film superiore di livello rispetto a molti film candidati agli Academy Awards, anche di alcuni candidati a Miglior film, ma verrà tempo e modo per parlare di questo nel dettaglio.

Sicuramente, la Janney è diretta verso la statuetta come miglior attrice non protagonista, visti i risultati ai Golden Globe, per il miglior montaggio c’è per me un rivale abbastanza imbattibile che è Dunkirk di Christopher Nolan.

Avendo visto ed essendo ancora in fase di maratona Oscar 2018, ho deciso per praticità di recensirvi solo i film che mi sono piaciuti, due sono già in sala ‘Tre manifesti a Ebbing, Missouri‘ e ‘L’ora più buia’, attualmente i miei preferiti.

I, Tonya non è a quel livello lì, ma ve ne consiglio la visione, per me che non sono una esperta di sport rendere interessante un film sui pattinatori non era facile, quindi caro Craig Gillespie missione compiuta.

Siete i  benvenuti tra i commenti per raccontarmi le vostre impressioni quando lo vedrete.

 

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2 pensieri su “I, Tonya – la recensione

  1. ieri al cinema ho visto il trailer di TONYA voglio andare assolutamente a vederlo!! (p.s. è piaciuta un sacco anche la borsetta di cristallo che l’ attrice indossava agli oscarsul red carpet 🙂 )

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