Stoner di John Williams il romanzo (giustamente) rivalutato

stoner - williams

Inseguo Stoner di John Williams da diversi anni: inserito in una lunga ed interminabile lista di libri da leggere, acquistato grazie alla raccolta Novecento nel Duemila, ed infine terminato tra lo stupore e la soddisfazione qualche giorno fa.

Uno dei commenti che mi è saltato all’occhio riguardo questo romanzo è ‘una storia dove non succede assolutamente nulla, ma raccontato benissimo’. Ed è assolutamente vero.

Stoner è stato pubblicato la prima volta nel 1965 riscuotendo ben poco successo ed una vendita di appena duemila copie: se ne sentiamo tanto parlare in questi anni è grazie alla collana statunitense Vintage Classics che ho la ristampato nel 2003 e da noi grazie a Fazi Editore. La rivalutazione del romanzo, la ristampa, il passaparola, lo hanno reso un autentico capolavoro riscoperto, apprezzato anche da autori come Ian McEwan e Peter Cameron che firma anche la post fazione dell’edizione che ho letto io.

La storia è quella di William Stoner di poveri natali nel povero Missouri dei primi ‘900. Folgorato ed appassionato dalla letteratura, studierà per diventare insegnante, cosa che farà per tutta la vita nella sua amata Università. Sposerà la folle Edith e da lei avrà una figlia, Grace, e la sua vita più o meno procederà su questi binari, tra rivalità lavorative ed il sogno di  realizzare qualcosa di diverso…

Io trovo straordinaria l’idea di Williams, raccontarci una vita come tante, come potrebbe essere la nostra, quella del nostro vicino di casa, di qualcuno che incontriamo in metro tutti i giorni, una vita tremendamente ordinaria, senza mai uscire fuori dai binari, senza particolari guizzi di follia. La premessa poteva rivelarsi terribile ed invece Williams ne tira fuori un capolavoro bonsai grazie alla sua prosa, al modo di raccontarti anche i dettagli più insignificanti con una cura ed una maestria tale da impedirti di volerti staccare da quelle pagine. Lo stesso Peter Cameron, che lo ha letto ben tre volte, non  sa spiegare quale sia il suo segreto.

Ha anche uno dei personaggi che più ho odiato nella letteratura, la moglie Edith, una donna che vorresti veramente vedere morire di stenti ad ogni sua parola, mentre accresci la stima per il povero Stoner, che sarà un uomo che si accontenta, ma in realtà nasconde dietro l’aspetto ordinario, una intelligenza straordinaria ed incredibili risorse.

William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte, nel 1956. Non superò mai il grado di ricercatore, e pochi studenti, dopo aver frequentato i suoi corsi, serbarono di lui un ricordo nitido. Quando morì, i colleghi donarono alla biblioteca dell’università un manoscritto medievale, in segno di ricordo. Il manoscritto si trova ancora oggi nella sezione dei “Libri rari”, con la dedica: «Donato alla Biblioteca dell’Università del Missouri in memoria di William Stoner, dipartimento di Inglese. I suoi colleghi”

La sensazione che ho provato chiudendo sulle ultime pagine il romanzo è stata autentico spaesamento, perché l’ordinarietà di una vita può colpire evidentemente più di mille racconti straordinari: è un libro che parla alla fine di tutti, della delusione che la vita stessa ti porta, delle aspettative che ci creiamo nostro malgrado.

Molto piaciuta anche devo dire, la narrazione della vita universitaria di Stoner, sono le mie pagine preferite quella della vita nel campus tra studenti odiosi, antagonisti e vecchi amici.

A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra

Sicuramente vorrò approfondire la bibliografia di Williams avendo già acquistato il suo romanzo storico Augustus.

Vi invito a leggere Stoner, un libricino di appena 200 pagine che contiene meraviglia, e poi tornate qui a dirmi cosa ne pensate.

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