Game of Thrones, commento all’episodio 8×05 “The Bells

Re Jaehaerys una volta mi disse che follia e grandezza sono le due facce della stessa moneta. Ogni volta che nasce un nuovo Targaryen, disse, gli dèi lanciano in aria quella moneta, e il mondo trattiene il fiato aspettando di vedere su quale faccia cadrà.

Ser Barrystan Selmy a Daenerys

got 8x05

Se terminata la 8×04 ero molto arrabbiata per il fan service ed i buchi di trama, alla fine di questa 8×05 la mia reazione è stata di puro sbigottimento, non tanto per determinati avvenimenti, quanto per la sceneggiatura pressappochista. Ho pensato che spesso c’è più continuità ed omogeneità negli eventi che animano Beautiful da 30 anni.

Poi mi sono detta, ehi, io sono sopravvissuta al finale di Lost,  alla seconda trilogia di Star Wars, A Jar Jar Binks, al televideo che mi spoilera il series finale di Xena e quando iperventilo ho ancora come personale sacchetto di carta “Harry Potter e i doni della Morte”  a ricordarmi che va tutto bene. Quindi cercherò di dare una lettura più razionale possibile a quello che ho visto.

Mi pare un fatto ormai abbastanza elementare che: Martin ha smesso di intervenire in fase di scrittura, si perde in qualità è tutto diventato tutto molto più semplice, quasi come se si dovesse accompagnare uno spettatore non troppo smart.

Ed altro fatto elementare è che i problemi che hanno iniziato ad apparire dalla quinta stagione in poi certo non avrebbero potuto essere risolti facilmente e non parlo del fatto che la serie abbia smesso di seguire i libri, perché accorpare alcuni personaggi in uno, modificare determinati eventi, si è rivelata anche una scelta vincente (tranne Dorne, Dorne è stato uno scempio).

In queste ultime stagioni, D&D hanno applicato quello che sono soliti fare gli studenti di tutto il mondo: iniziano a studiare per l’esame con grande precisione, fanno schemi accurati, hanno addirittura il tempo per fare degli approfondimenti. Poi però si rendono conto che il tempo è poco e bisogna cercare di finire un po’ tutto il programma, quindi i dettagliati riassunti diventano schemi buttati giù alla bell’e meglio, freccette che indicano come da A si arrivi B.

E sì che io posso anche non contestare il DOVE si vuole arrivare e si arriverà nel finale, ma il COME. Got è sempre stata una serie basata su tempi lunghissimi, basti pensare che nelle prime stagioni il pericolo e problema più grande era appunto spostarsi da un luogo all’altro perché potevano capitartene di tutti i colori. Ha sempre avuto anche una complicata mitologia, la magia, la politica, le profezie, gli animali interconnessi con i padroni (Martin dice che mo nei libri ci piazza pure gli unicorni).

Orfani di Ciccio Martin D&D a un certo punto non hanno più saputo tirare le fila. Io ci ho creduto davvero, come un Tyrion qualsiasi, che in un modo o nell’altro ce l’avrebbero fatta, andiamo, il finale di Lost non ha già impartito una bella lezione a chiunque si approcci alla scrittura televisiva? Chiaramente però, queste fila avrebbero dovuto essere tirate già dai primi episodi, altrimenti è uno spreco produttivo e basta crearne 6 lunghi come veri e propri film per poi non cavare un ragno dal buco. E difatti la 8×03 è il miglior episodio di questa stagione e di molti nell’intera serie, proprio perché preso come ‘antologico‘, è distaccato da tutta la linea orizzontale della storia, unico nel suo genere e così rimarrà a prescindere da quello che accadrà nel season finale.

Qui non si è saputo assolutamente diluire gli eventi e lo sviluppo dei personaggi in maniera omogenea, il risultato è quindi che siamo in chiusura, bisogna segare mezzo cast e bisogna farlo senza tanti giri di parole. Varys deve morire e quindi ok uccidiamolo in due minuti e mezzo senza tante cerimonie perché L’Ignifuga glielo aveva promesso ‘devi dirmi quando sto per fare una cazzata e se mi tradirai ti brucerò‘. Ed essenzialmente è così che finisce, ma esattamente Varys cosa ha fatto? Vi immaginate nelle prime stagioni il Ragno Tessitore che complotta da un continente all’altro con Illirio Mopatis, che fa la fine del sorcio per aver mezzo scritto una letterina con l’hastag #teamJonSnowsultrono ?

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Varys che contempla quanto la sua espressività sia peggiorata col passare degli anni

The Bells‘ è un episodio TECNICAMENTE, ripeto TECNICAMENTE, molto convincente: massiccio uso di effetti speciali, intelligente alternanza dei punti di vista, Arya in questo caso utilizzata come piccola GoPro che filma quello che succede al popolo ha anche senso, musiche di Djawadi che come al solito fanno tutto il lavoro. Ad un certo punto poi Dany scompare e vediamo solo Drogon e le sue fiamme, come a simboleggiare che avendo perso la sua umanità Dany è ormai un vero drago, così le aveva detto Olenna. Metaforicamente molto potente per carità.

Il problema è tutto il resto. Non c’è coerenza tra determinati avvenimenti dello scorso episodio e questo. Se non sapessi per certo che non è così, direi che gli sceneggiatori di questo episodio sono persone diverse da quelli della 8×04.

Procediamo con ordine.

La cosa che salta subito all’occhio e per me molto fastidiosa è questa incapacità generale di sostenere tutti i personaggi: se Arya e Sansa hanno avuto degli archi narrativi in crescendo e delle personalità raccontate a 360°, Jon e Tyrion sono ormai ridotti a due macchiette monodimensionali. Il Lannister che vediamo ora è praticamente l’ombra di quello che ha orchestrato la difesa di Blackwater. Oltre a non avere più saggezza e sagacia Tyrion ha perso anche la memoria, perché va bene provare pena per gli abitanti di King’s Landing, ok anche facendo un grande sforzo, che l’amore fraterno per Cersei abbia alla fine prevalso su anni di odio, ma non è la prima volta che assiste ad un barbecue di Dany ed inoltre, cosa mai ci si potrebbe aspettare da una regina che ha come valore aggiunto e bonus in battaglia, un drago?

Jon è il disastro più grande degli sceneggiatori, come se l’importanza di Arya come eroe dovesse per forza di cosa comportare un appiattimento del personaggio su tutti i fronti. Va benissimo che sia Arya ad uccidere il Night King, ma qui vediamo un Jon totalmente trasformato in scendiletto, oltre la semplice stanchezza, oltre il peso della preoccupazione e dell’onore. Jon, non dimentichiamolo è quello che passa sopra l’amore per Ygritte perché è quello che va fatto, e ora non riesce ad opporsi alla donna che ama (ma non ne sono sicura) in nome di cosa?

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Jon che contempla il motivo che gli ha impedito di fare una carezza a Spettro:  CGI per le impennate di Drogon con la gastrite

Molti obietteranno che Jon è il personaggio onorevole per antonomasia, che tiene sempre e ad ogni costo fede alla parola data. Bene, in Got l’archetipo dell’onorevolezza è Ned Stark, credo su questo siamo tutti d’accordo. E Ned è la stessa persona che giura di servire l’amico fraterno e sovrano Robert, ma che non esita e non ha paura di lanciargli la spilla di primo cavaliere quando rifiuta di prendere parte all’organizzazione dell’omicidio di una giovane Daenerys.

mad queen

Parliamo dell’Ignifuga.

So che in molti sono sconvolti e sbigottiti, ma vi dico che secondo me è proprio Daenerys il personaggio rimasto più coerente.  Leggo ovunque di personaggio rovinato, di trasformazione repentina. Non è stata trasformata in villain, ha solo tenuto a bada la sua natura fintanto che ha avuto accanto persone che la tenevano ancorata ad una parte umana. Venuti meno Ser Barristan, Jorah, Missandei e con  Tyrion che ne ha paura e Jon che la asseconda perché si sente obbligato, ha fatto semplicemente quello di cui va cianciando dalla prima stagione, si prende quello che ritiene sia suo con ‘fuoco e sangue’.

Sconvolge l’idea di Daenerys che brucia vivi degli innocenti? A me non moltissimo. Forse perché non mi ha mai completamente convinta la sua immagine di eroina pura.

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Daenerys ha portato avanti la sua politica di liberatrice dai tiranni certo non sventolando la bandiera della pace dai balconi di Meereen, anzi ha dato fuoco ai suoi nemici, ha ordinato impiccagioni, ha sempre puntato i piedi quando qualcuno non la pensava come lei. Come molti leader che esistono anche nella realtà si è riempita la bocca di slogan sensazionalistici per poi rivelarsi più tiranna dei tiranni che voleva abbattere.

Ha sempre rivendicato una terra che non conosce su una pretesa ridicola. In un certo senso ha ripetuto passo dopo passo tutti gli errori del fratello Vyseris: scatti di ira con chi non la serve come vorrebbe (Tyrion e Varys), minacce più o meno velate con chi non le va a genio (Sansa), auto mettersi su un piedistallo senza avere alcun contatto con la realtà.

Il dialogo che ha con Tyrion in questo episodio, è molto esplicativo: per anni è stata acclamata come Mysha e questo si aspettava dalla gente di Westeros, che si ribellasse a Cersei come fece il popolo della Baia degli Schiavisti e quindi non è questo il popolo che lei intende difendere, ma le future generazioni che cresceranno riconoscenti verso di lei.

Arriva a Westeros e scopre che nessuno la sta aspettando come Messia, le casate del Sud non la vogliono, al Nord hanno preoccupazioni più importanti, i draghi sono stati decimati e spunta anche un parente non richiesto con più diritto di lei al Trono. E il rifiuto di Jon che non può ignorare la parentela e che le fa capire che è con lei solo per un obbligo di riconoscenza, è la miccia.

Davvero vi stupisce che una natura iraconda come la sua e da sempre mostrata, esploda come abbiamo visto?

Io non parlerei di percorso rovinato, perché per me non era scritto che Dany fosse la salvatrice, anzi. Inoltre, è normale che nell’arco di otto stagioni un personaggio subisca un’evoluzione.

A me sta anche bene che L’Ignifuga sia il villain perché Got non è una serie che ha mai voluto essere ‘giusta‘: uccide uno o più protagonisti senza pietà, tiene in vita per lunghe stagioni personaggi orribili come Joffrey o Ramsay. La vita è così, non sempre si ottiene quello che si vuole e non  è che perché Dany ha i draghi o ha vissuto varie avventure allora deve finire con lei che ottiene ciò che vuole. O meglio, lo ottiene, ma non come avrebbe voluto.

E se tante decisioni sono state palesemente prese all’ultimo, o direzioni prese all’inizio sono poi state cambiate (sono certa che Dorne dovesse avere uno spazio diverso, o esplorare la teoria che Tyrion anche potesse essere Targaryen) questa è una cosa progettata anni fa: vediamo Drogon sorvolare la città  nelle visioni di Bran e quando Dany è nella Casa degli Eterni ha una visione di se stessa nella sala del Trono (che, attenzione, non riesce a toccare) e quella che credevamo all’epoca essere neve, è in realtà cenere.

Insomma, i segnali c’erano tutti.

Quindi, per me Daenerys mad queen va bene. Però vorrei dire agli autori di decidersi: allora o i draghi sono vulnerabili e facilmente eliminabili da Euron con un paio di freccioni sparati da una nave che oscilla verso un animale in movimento, o sono distributori di fuoco inarrestabili come Drogon. O si calca la mano sul fatto che le truppe Targaryen siano decimate e quindi in difficoltà, o si mostra che alla fine non importa se hai 25 soldati, perché se sono tutti incazzati come Verme Grigio allora ok. Questa è schizofrenia.

Il trattamento riservato ad Euron è poi quanto di più assurdo si potesse immaginare, praticamente utilizzato solo come pseudo comparsa e ridicolo il duello con Jaime a chi ce l’ha più lungo.

So che inoltre il CleganeBowl era da tanti molto atteso, a me non ha suscitato particolare interesse ed emozione (tranne La Montagna Reloaded che spiaccica Qyburn compiendo difatti l’unica azione sensata della sua vita), mi è sembrato un riempitivo evitabile. Comunque, Sandor è il secondo personaggio che viene ringraziato da uno Stark e crepa male, non vorrei dire eh.

Invece contrariamente all’opinione comune, ho molto apprezzato che Arya abbia fatto dietrofront. All’inizio il fatto che non sia andata ad uccidere Cersei mi ha molto stranita, ma poi vederla correre da una parte all’altra, evitare mattoni, soldati, fuoco, come un esperto Ezio Auditore, mi è molto piaciuto come espediente per mostrare l’orrore della guerra e anche per riportare la Arya guerriera No One in contatto con la sua umanità. La scena del cavallo è molto bella. Inoltre, tutto questo serviva a far salire in cima alla lista dell’odio un’altra donna dagli occhi verdi.

Quello che invece mi ha davvero fatta inalberare e su questo sono al 100% con il resto del fandom è stato il trattamento riservato a Jaime e Cersei.

Jaime ha affrontato un  percorso di redenzione molto approfondito, il più bello tra tutti i personaggi. Mi è anche molto chiaro però che non c’è redenzione per quell’amore per Cersei, che lo ha consumato e portato a compiere atti orrendi per lei e quindi in un modo o nell’altro sarebbero morti così come sono venuti al mondo, insieme. Quello che è inaccettabile è la parentesi con Brienne, totalmente a casaccio, se il fine era mostrare il sogno irrealizzabile di una seconda vita per Jaime, ecco non ci sono proprio riusciti, perché il tutto è stato out of character, così come è out of character far dire a Jaime “non mi è mai importato davvero molto degli innocenti“. Questo è inaccettabile, Jaime ha portato con vergogna il nome di Kingslayer per tutta la vita, ha rotto un giuramento per difendere gli innocenti, ha ucciso il Re che aveva giurato di proteggere per gli stessi innocenti. Mi dispiace tanto solo per la bellissima interpretazione di Nicolaj Coster Waldau.

A margine, il momento dei saluti tra Jaime e Tyrion è però molto tenero.

Tutto il segmento su Cersei è poi il capolavoro della brutta scrittura. Cersei è sempre stata un personaggio tronfio e sicuro dei suoi mezzi e delle sue vittorie, ma farla stare un’ora e mezza in finestra senza un piano B, perché? E poi, so che Martin ha sempre regalato ai suoi villain delle morti davvero ingloriose come sorta di punizione per le loro malefatte: ricordate sempre che Tywin Lannister viene ucciso mentre sta facendo la cacca!

Per Cersei però doveva essere diverso, lei è stata il motore della serie, il mostro finale del videogioco, non doveva essere necessariamente Arya, ma nemmeno seppellita sotto i mattoni. Doveva essere messa davanti alle sue responsabilità. Perché si può fare fan service con Brienne e Jaime, ma non si può allora consentire che sia non so, Sansa, a fare giustizia? No, facciamola morire provando quasi a instillare pena nello spettatore (io non ne ho provata comunque).

Con un solo episodio per sciogliere la matassa mi sembra comunque ci sia ben poco da fare. Daenerys si avvia verso un destino già segnato e Jon probabilmente dovrà assolvere qualsiasi sia il compito che ha nel suo destino dal momento della sua resurrezione. Spero solo – ho i miei forti dubbi – di non dover rivalutare alla fine di tutto questo viaggio, il series finale di Lost.

Nota finale: negli anni Emilia Clarke è sempre stata criticata per questa recitazione sopra le righe, lei le sue espressioni buffe e le sue sopracciglia mobili. Ma la scena della rabbia che le monta mentre attende le campane è una di quelle che le è riuscita meglio, brava.

5 pensieri su “Game of Thrones, commento all’episodio 8×05 “The Bells

  1. Bella questa recensione! Stessi precisi pensieri.. dico solo che fino alla puntata scorsa ancora ancora mi prendeva, più o meno, con storpiature varie tra Jaime e Brienne e questa storia che Jon non deve dire, non deve fare e lui come un tappetino… Poi però l’ultima puntata (ndr penultima) mi ha deluso totalmente!! Ma dico, ma perchè tutte ste triologie, serie tv ecc ecc partono così bene per poi incasinarsi e avere due modi: o non finire mai…. quindi lasciano in sospeso tutto… o se finiscono si ingarbugliano scombinando tutto non in modo eccitante e magari accattivante ma in modo scialbo e pastrocchiato??
    Non so se si capisce quello che voglio dire !! ahahahah ! Ma non mi è piaciutoooo! Chissà l’ultima…. poveri noi…

    "Mi piace"

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