I libri per le ferie

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Siamo a fine Luglio e non so ancora quando andrò in ferie. Ma non lo dico in tono polemico: questa estate sarà per me come un film di Verdone, vacanze in provincia, mare con la sabbia nera, schiscetta e termos di caffè, risparmio supremo in vista di un autunno dispendioso.

Lo scorso anno in questo periodo ho preso la decisione di tornare a studiare: non perché pensi che una formazione accademica possa giovare alla mia ‘carriera’ lavorativa attuale, quanto per la necessità di non appiattirmi intellettualmente, schiacciata tra la vita adulta ed un lavoro non particolarmente stimolante da quel punto di vista (che è pur sempre un lavoro e ne sono grata, ecc. ecc.).

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Elegance, la mia personale copertina di Linus

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Ci sono i libri che leggi d’un fiato, che ti colpiscono in faccia come la sabbia quando al mare c’è troppo vento, che hai amato e consigli a tutti.

E poi ci sono i libri che sono come la coperta di Linus: hai con loro un rapporto che è difficile spiegare, viscerale, di grande attaccamento al punto che ogni tanto senti il bisogno di andartene a rileggere qualche pagina, oppure finisci per rileggerlo da capo annuendo da sola a te stessa mentre ti tornano in mente sprazzi della tua vita del periodo in cui lo hai per la prima volta sfogliato.

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Eppure cadiamo felici – la recensione del romanzo di Enrico Galiano

Sarà anche un esordiente dell’editoria Enrico Galiano, di sicuro non è un novellino per quel che riguarda la bella scrittura.

Galiano è innanzitutto un professore, di quelli – pochi basandomi su mia personale esperienza – che ancora amano il loro mestiere e lo vedono come la possibilità di migliorare attraverso l’insegnamento la vita di tanti ragazzi. Ho avuto modo di leggere tanti dei suoi articoli sul web e post sulla sua pagina Facebook: ironia, amore per i giovani, curiosità, voglia di comunicare è tutto quello che mi ha trasmesso.

Insomma, immagino gli sanguineranno le orecchie a furia di sentirselo dire, ma il paragone più immediato è quello con il mitologico Professor Keating di L’attimo fuggente.

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Harry Potter e la camera dei segreti: le bellissime illustrazioni di Jim Kay

Tra le cose cui sono più legata e che sono certa mi seguiranno ovunque abiterò, ci sono i miei libri di Harry Potter.

Chi si ferma a leggere il blog con regolarità e mi segue sul mio profilo Instagram non può non aver notato il mio grande amore per la saga creata da J.K. Rowling, un attaccamento viscerale verso un prodotto che sono felice di aver scoperto da adulta: se ve lo state chiedendo, sì, sono una di quelle che reagisce come Jean Claude di Sensualità a corte davanti alla frase ‘Non ho mai letto Harry Potter‘ (spesso anche perché il mio interlocutore tipo se ne vanta con uno snobismo come se stessimo parlando di 50 Sfumature di grigio).

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Audible, ascoltare i libri

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Dicevo giusto ieri in un video di Instragram Stories (che utilizzo quando mi sento spigliata, se non lo fate potete seguirmi qui), che da quando ho ricominciato a studiare leggo molto meno.

Dove per meno si intende che mentre prima , andavo ad un ritmo di 4 0 5 libri al mese, tutti raccontati in questa rubrica, ora ne completo uno ogni mese, giusto perché troppo lontana dalla lettura non riesco a stare.

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I tre giorni di Pompei, o del perché Alberto Angela è la risposta italiana a Robert Langdon

Nascosto dentro di me dorme un Umarell con aspirazioni altrettanto esaltanti, ad esempio le visite guidate di un giorno in località italiane ricche di storia. Sì, quelle dove si parte in pullman da un punto di ritrovo ameno tipo l’edicola principale del paese, si fa pranzo in un agriturismo a caso, si visita il posto e poi se si è deboli abbastanza per cedere, si torna anche a casa con una batteria di pentole.

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