Stationery: segnalibri e cose carine per la scrivania

Il mondo dei lettori si divide in tre categorie: quelli che leggono libri e tengono il segno piegando la pagina (le famose orecchie) quelli che usano i segnalibri improvvisati tipo biglietti del treno, scontrini, cartellini di vestiti e quelli che invece non iniziano un libro se non hanno a portata di mano un pregiato segnalibro.

Io, manco a dirlo, appartengo a tutte e tre le categorie, essendo una disordinata cronica che lancia letteralmente in borsa le sue cose, ma allo stesso tempo una shopaholic e quindi desidero ovviamente segnalibri carini: a Natale ho ricevuto un utilissimo calendario di Legami Milano che per ogni mese fornisce un segnalibro tematico da staccare ed è l’unica cosa che mi fa prendere bene il trascorrere così veloce del tempo.

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La mia wishlist di compleanno

Aprile è il mese del mio compleanno, ricorrenza che io amo e odio contemporaneamente come il Capodanno. Sono sempre solita appuntare le cose che vorrei in dono, come a Natale, spesso le ho ovviamente anche ricevute.

Quest’anno tutta presa dalla casa e dalla necessità/desiderio di acquistare oggetti di arredamento, sono stata molto meno concentrata sul materialismo da compleanno.

Meno, ma non completamente virtuosa e dunque ho preparato una dettagliata wishlist di cose che mi piacciono molto raccolte lungo tutto il 2017 e di cose di cui avrei davvero bisogno (oltre ad un bonifico).

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Ristrutturazione e materialismo: wishlist degli oggetti del desiderio per la casa

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La ristrutturazione di casa e le spese varie che questa comporta, ha imposto nella mia vita da inizio 2018 un rigido proibizionismo per tutto ciò che riguarda l’acquisto di abbigliamento ed accessori vari, prevalentemente fast fashion, ma che sommati nell’arco di un anno corrisponderebbero comunque all’acquisto di almeno una borsa Frenzlauer, mio recondito desiderio ormai da anni.

Negli ultimi mesi ho risparmiato un po’, avrei potuto sicuramente fare meglio e quindi ora che mi trovo fisicamente con le mani in pasta all’interno della ristrutturazione ed arredamento, devo necessariamente tirare la cinghia su tutto quello che in realtà non mi serve, in quanto ricoperta letteralmente di abiti, e costretta 5 giorni su 7 ad indossare una divisa da impresario di pompe funebri.

Tutto questo mi ha sì reso virtuosa da un certo punto di vista, ma ovviamente non mi ha impedito di spostare l’intera mia attenzione da shopaholic su tutto un altro settore, fino ad oggi da me completamente ignorato: l’arredamento.

Le orribili – e soprattutto inestinguibili come un Gremlins che si moltiplica alla mezzanotte – incombenze burocratiche, che sarebbero anche piacevole parte di un naturale momento di crescita ed indipendenza – se solo non avessi esaurito energie, forze ed entusiasmo necessari nei mesi precedenti l’acquisto della casa, stando dietro alla peggiore agenzia immobiliare nella storia delle agenzie immobiliari – mi inseguono e opprimono il mio tempo libero.

C’è inoltre da dire che, non essendo assolutamente in grado di distinguere una putrella da una brucola, la mia partecipazione attiva alle decisioni su come poi effettivamente trasformare l’abitazione si limitano ad agitare il ditone indicando dove mettere le prese elettriche e urlare ‘Ommiodio dove avete messo i termosifoni’, capirete che la mia isola felice non può che essere rappresentata dallo smanettare forsennato sui vari Ikea, Maison du Monde, Conforama, ArredaClick, alla ricerca di mobili ed accessori, alcuni assolutamente non indispensabili e soprattutto non acquistabili al momento, ma non per questo bramati di meno.

Ho stilato per voi quindi la mia personalissima wishlist del materialismo per la (mia) casa felice:

Targa Stanza delle Necessità

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Dottor Gadget, sito assolutamente pericoloso per gli spendaccioni come me, propone una bellissima targa in metallo con l’insegna della mitica stanza misteriosa che appare agli studenti di Hogwarts bisognosi di aiuto, e che all’occorrenza si trasforma al suo interno in ciò che si sta cercando. Perfetta sulla porta di un ripostiglio, nella speranza si ingrandisca al punto da contenere tutte le cianfrusaglie che si accumulano in una casa senza nemmeno accorgersene.

Flip Clock digitale

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Non sono una grande amante degli orologioni da parete, mi dimentico che esistono e finisco per cercare di capire che ore sono dalla tv, dal cellulare o semplicemente chiedendo a chi è in casa con me. Farei volentieri una eccezione  per questa mini sveglia stile anni 50/60 che cercavo da tempo e che con l’appellativo di Tokyo Clock, avevo visto su Ebay alla modica cifra di 150 euro.

Lampadario di carta morte nera

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Ho motivo di credere che il mio compagno potrebbe seriamente darsi fuoco in salotto qualora appendessi  un ammennicolo di questo genere, ma guardate tutta la sua maestosità, non vi sembra di sentire già la marcia imperiale in sottofondo?

Zerbino Marvel

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Lo zerbino è un po’ il biglietto da visita della casa, e per quanto adori quello visto in giro con scritto ‘oh no, not you again’, questo col logo Marvel mi pare adatto ad esprimere la mia adorazione assoluta seconda solo ad Harry Potter e Star Wars.

Lightbox insegna cinema retrò

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Lo so, lo vedo da Instagram che ormai ce l’hanno praticamente tutti. Diciamo che trovo questa mirabile insegnina luminosa, come un buon metodo alternativo anche per scriversi cose da ricordare e posizionarla che so, in cucina. Immaginate venire illuminati dalla luce retrò di un memo che dice ‘ricordati il burro per la besciamella’.

Giradischi valigia

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Io possiedo 4 vinili in croce, compresa la colonna sonora di Profondo Rosso firmata dai Goblin. Acquistare un giradischi è dunque la giusta strada per acquistare anche buona musica. Settore nel quale io non sono assolutamente esperta, ma che amo molto nei momenti di solitudine. Questa ‘fonovaligia’ di TroppoTogo è davvero meravigliosa.

Monogram Mugs di Anthropologie

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Anthropologie è uno sito di abbigliamento ed arredamento americano, scoperto sempre grazie ad Instagram e celebre negli ultimi mesi grazie alle belle tazze con le iniziali del proprio nome. Io vorrei queste qui con animali e simboli, ovviamente alla lettera del mio nome corrisponde un disegno che non mi piace quindi fingerò di chiamarmi con la G, la O, La S ecc.

Comò legno e verde Maison du Monde

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La nota di colore che amerei in camera da letto. Sinceramente essendo nuova di questo mondo dell’arredamento non saprei valutare se il prezzo sia giusto o meno per un comò, so solo che questo proprio lo desidero ardentemente.

Mobile credenza Maison du Monde

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Questa imponente anche in termini di prezzo, credenza in massello di quercia la vedrei bene all’ingresso, magari con una bella lampada sopra, questa credo sia un po’ troppo larga e bassa per il posto in cui vorrei posizionarla, ma il genere che mi piace è questo e credo non faticherò a trovarne anche altre simili.

Cuccia Lurvig Ikea per gatti

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Si sta valutando l’idea di portare con noi anche il nostro amato e grasso gatto Otto, che merita giustamente un suo spazio per poter stare ad occhi chiusi a meditare su come manipolare ulteriormente le nostre menti. Otto dispone già di un lettino in legno di Ikea dotato altresì di materassino e coperta, ma questo simil divanetto da salotto mi pare perfetto per la sua vita diurna ed ovviamente da brava scema, Ikea mi ha subito presa all’amo.

Specchio Ikea

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Lo specchio è una faccenda molto seria e complessa, perché deve riprodurre la nostra immagine in maniera veritiera, ma non traumatica, pertanto richiede una lunga serie di passaggi per la sua scelta. Per una superficie riflettente a figura intera mi riservo di scegliere in un momento di maggiore serenità e senza il fiato sul collo dei muratori che chiedono di prendere decisioni su muretti, pavimenti, rivestimenti, rubinetti. Poiché però credo di poter affrontare la vista della mia faccia in maniera abbastanza coraggiosa, ho molto amato questo specchio in quello che credo essere ferro battuto.

Siete ingenui se credete che la mia brama di oggetti finisca qui, sono semplicemente agli inizi di questa esplorazione e soprattutto senza troppi soldi da spendere in queste cose, quando al momento mi/ci tocca scegliere caldaia, frigo e lavatrice (a proposito: le lavatrici che si programmano con il cellulare a distanza sono davvero utili? Esiste davvero qualcuno che mentre è in metro urla ‘santi numi devo mettere il programma lana’ e lo fa?).

Mentre io continuo la mia lunga ricerca voi potete seguirmi sul mio profilo Instagram e soprattutto sul mio profilo Pinterest, fonte al contempo di desiderio e disperazione davanti alla cruda realtà di non saper riprodurre le cose che vedo. Dai su, ci sono cose divertenti.

 

Novecento nel Duemila: Repubblica e L’Espresso portano in edicola i romanzi del 900 divenuti famosi nel duemila

 

 

novecento duemila

Non ho più spazio per i libri dentro casa.

Li ho contati, divisi per casa editrice o collane, ma non ho più spazio, così una volta arrivata al momento di traslocare dovrò decidere quale dei miei ‘figli’ portare con me in una nuova avventura e quali lasciare a casa di mia madre.

Una soluzione drammatica solo apparentemente che però mi permetterà di acquistarne di nuovi con la scusa della libreria nuova da riempire.

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Wishlist, un po’ di libri che vorrei comprare nel 2018

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Parlavo qualche tempo fa con la mia famiglia a proposito di regali di Natale, della curiosa anomalia che mi colpisce: nonostante sia noto ai miei intimi che io legga moltissimo, nessuno di loro mi regala (quasi mai) libri.

Troppo difficile regalare un libro a te, mi è stato detto facendomi sentire subito una fine intellettuale con allure di quella che legge libri in latino ed è appassionata di saggistica.

La verità è che eliminate determinate categorie (no libri di youtuber, no libri di calciatori, no libri di cantanti tipo Ligabue, no libri di Fabio Volo, Rosamunde Pilcher, Harmony, Luciana Littizzetto e Francesco Sole), io sono molto curiosa e non sono di certo Rory Gilmore, che i libri li ha letti tutti e non le rimane che scriverne uno.

Naturalmente preferisco la narrativa ed è ormai da un lasso di tempo piuttosto lungo che mi sto concentrando più sui romanzi contemporanei dopo una adolescenza passata  ad arrancare nel tentativo di leggere tutti i classici russi (no, alcuni li ho dovuti riprendere in mano da adulta, ripeto, non sono Rory Gilmore).

Mi convinco altresì che tolti giusto un paio di gioielli e borsa che desidero da anni, non ci sia niente di più bello che ricevere come regalo per una ricorrenza a piacere, uno scatolone pieno di libri, libri tutti nuovi e pronti per essere scartati: questo Natale ne ho ricevuti due, “4,3,2,1” di Paul Auster e che inizierò appena terminato “Lezioni Americane” di Calvino ed il “Necronomicon” nella versione di Lovecraft ristampata di recente, più un libro da collezione che una vera lettura, a meno che io non sbrocchi definitivamente con i tutti i problemi relativi alla ristrutturazione di casa e non decida di convertirmi alla magia nera come Phoebe di Streghe quando sposa Cole.

Leggo molte recensioni, ritaglio trafiletti dai giornali, seguo due blogger delle quali mi fido ciecamente: Francesca di Tegamini, ed Ilenia Zodiaco. Il risultato è la compilazione di una lunghissima lista – più lunga della lista dell’odio di Arya Stark – di libri che vorrei leggere e che attualmente non possiedo, gelosamente custodita tra i promemoria del cellulare.

Agevolo elenco, così semmai qualcuno dovesse ancora chiedersi cosa regalarmi non troverà difficoltà, inoltre trattandosi di letture consigliate da persone ben più qualificate di me nel parlarne, potreste trovare spunto per leggerne voi o regalarle a chi riteniate più opportuno:

il cardellino

  • Armi, acciaio e malattie – Jared Diamond
  • Sette breve lezioni di fisica – Carlo Rovelli
  • L’arte della gioia – Goliarda Sapienza
  • Ragazze elettriche – Naomi Alderman
  • Tutta la saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard
  • Tutta la saga del Mondodisco di Terry Pratchett
  • Abbiamo sempre vissuto nel castello – Shirley Jackson
  • Il Cardellino – Donna Tart
  • Cecità – Saramago
  • Chi ti credi di essere  – Alice Munro
  • Ragnarok – A.s. Byatt
  • La camera azzurra- George Simenon
  • Follia – Patrick McGrath
  • La luce dorata – William Faulkner
  • Memoriale del convento – Saramago
  • Cronosisma – Kurt Vonnegut
  • The Handsmaid’s tale – Margaret Atwood
  • Ora che è Novembre – Josephine Johnson
  • Nel paese delle ultime cose  – Paul Auster
  • L’arte di essere fragili – Alessandro D’Avenia

A questa lunga lista si aggiunge quella dei libri che ho già letto, aggiungerei più volte, ma non in mio possesso attualmente e che sento il forte bisogno di poter inserire nella mia libreria: tutta la prima edizione in originale della saga di Harry Potter, tutta la prima edizione anche in italiano, Piccole Donne, l’edizione illustrata de Il Prigioniero di Azkaban,

Vi pregherei con gioia di commentare e raccontarmi cosa avete letto nel 2017 o state leggendo attualmente, magari allungo ancora un po’ la mia lista e buon 2018 pieno di letture a tutti.

 

I libri per le ferie

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Siamo a fine Luglio e non so ancora quando andrò in ferie. Ma non lo dico in tono polemico: questa estate sarà per me come un film di Verdone, vacanze in provincia, mare con la sabbia nera, schiscetta e termos di caffè, risparmio supremo in vista di un autunno dispendioso.

Lo scorso anno in questo periodo ho preso la decisione di tornare a studiare: non perché pensi che una formazione accademica possa giovare alla mia ‘carriera’ lavorativa attuale, quanto per la necessità di non appiattirmi intellettualmente, schiacciata tra la vita adulta ed un lavoro non particolarmente stimolante da quel punto di vista (che è pur sempre un lavoro e ne sono grata, ecc. ecc.).

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