Game of Thrones: commento all’episodio 8×01 “Winterfell”

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Niente è eterno” dice Varys in una scena di questa 8×01. Difatti, nemmeno Game of Thrones lo è  (forse l’attesa per i libri che George Martin non scriverà mai, ma questa, è un’altra storia.

Così sembrava ieri che attoniti assistevamo a Viserion il drago a metano che buttava giù la Barriera ed oggi siamo qui trepidanti ad aspettare che gli ultimi sei (sei!) episodi rimasti, dipanino finalmente vari quesiti, nello specifico:

  • Cosa vogliono gli Estranei?
  • Il Re della Notte parla?
  • Perché Jon e Beric sono risorti? hanno un ruolo?
  • Perché il Mastino ‘vede cose’ nelle fiamme?
  • Perché Melisandre pare essere un ruolo chiave?
  • C’è un motivo che porta Bran a fissare tutti in maniera inquietante in un angolo?
  • Che accordo hanno fatto Tyrion e Cersei?
  • Il Re della notte esattamente chi è?
  • Alla fine, importa davvero chi siederà su sto benedetto seggiolone uncinato?

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Una vita da libraio, la storia vera di Shaun Bythell

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Che lo shopping online sia ormai diffuso in qualsiasi settore merceologico è ormai cosa nota. Sempre più persone (anche io devo dire), prediligono l’acquisto tramite un comodo pc rispetto al contatto umano del negozio.

Questo fenomeno, complici i vari Amazon, Ibs e molti altri, interessa anche il settore dell’editoria, ostacolando le piccole librerie, soprattutto quelle non affiliate a franchising.

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Il libro è meglio del film? Il Buio oltre la siepe

atticus finch

Quante volte nella vita parlando di un film tratto da un romanzo vi siete sorpresi a dire: “Sì, ma il libro forse era meglio“?

A me molto spesso. A volte mi sono risposta di sì, altre di no, altre che film e libro si equivalevano.

Non è assolutamente facile trasporre sullo schermo o in tv un romanzo, è un po’ come scrivere il finale di una storia, c’è chi aveva alte aspettative, chi immaginava altro, chi aveva in mente un volto ben preciso per interpretare i personaggi. La fantasia in questi casi supera di gran lunga la realtà, quindi è facile cadere vittima dell’insoddisfazione e l’amore per un determinato racconto spesso ci coinvolge al punto di farci peccare della sindrome del saputello (ah io moltissimo), che ci porta a ritenerci più competenti di chi davvero studia a fondo un libro e ne sceglie e sceneggia punti salienti per ricavarne un bello spettacolo.

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